Erika Scafuro
L'onda perfetta
3 Gennaio Gen 2016 1844 03 gennaio 2016

Scivolare in un nuovo anno a Berlino

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Viaggiare a cavallo tra la fine di un anno e l'inizio di un altro ti permette di visualizzare meglio quello che vuoi portare con te per i prossimi 365 giorni e cosa invece lasciare indietro. Se la meta del tuo viaggio è una città come Berlino dove, più di altre capitali, si avverte la distinzione fra un passato neanche troppo lontano ed un presente così rigoroso, giusto e preciso allora non puoi che rifletterci. Aggiungici poi un volo di andata che ti permette di partire con la luce del giorno, sorvolare la magnificenza delle Alpi nel momento in cui sono colorate da un tramonto tinto di rosa e viola, un posto lato finestrino da cui puoi guardare lo splendore di montagne fra cui fanno capolino piccoli villaggi, di cui riesci persino ad intravedere le luci, allora lì dall'alto della quota raggiunta, i tuoi pensieri saranno così lucidi che potrai permetterti di credere che tutto sembra più facile se visualizzi le cose da una prospettiva diversa.

Berlino è una città che insegna a guardare avanti con la consapevolezza di ciò che è stato, ti insegna che la luce può arrivare soltanto dall'unione e non dalla divisione, perché i muri creano ombre che oscurano la strada che vorremmo percorrere. Che un graffito rimasto a metà su un muro significa che esistono memorie troncate ed altre volutamente dimenticate. Berlino è una città che sa sorprenderti, perché sa regalarti un cielo azzurrissimo che mentre lo guardi pensi a quello che ha voluto descrivere Wim Wenders ed a quella meravigliosa citazione che ti piace tanto: "Che cosa'hai? Mancanza". E poi pensi al momento in cui hai alzato lo sguardo al tabellone, sulla banchina del tram che stavi aspettando, e la tua attenzione è stata catturata dal passaggio degli auguri di felice anno nuovo e da quel verbo tedesco, 'rutsch', che letteralmente significa "scivolare", e pensi che non poteva esserci metafora migliore. È stato bello scivolare verso un nuovo anno da questa città; immaginare di essere una bambina che con entusiasmo e sorpresa sale i gradini di uno scivolo, si prepara alla discesa, focalizza il punto d'arrivo, si dà la spinta e scorre sulla superficie liscia verso ciò che la aspetta.

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