Paola Bisconti
Anam
8 Gennaio Gen 2016 1640 08 gennaio 2016

"Panorama" di Tommaso Pincio

Panorama Pincio

L’esaltazione della letteratura non sempre può produrre benefici, c’è il rischio di diventare prigionieri di una vera e propria alienazione letteraria in grado di distogliere la realtà con la finzione e di amalgamare l’una all’altra senza trovare vie d’uscita. È quanto accaduto a Ottavio Tondi, protagonista di “Panorama” il nuovo libro di Tommaso Pincio edito da NNE. La figura del protagonista è ricca di fascino emblematico rafforzato dal suo ruolo di lettore solitario che fa della lettura, la ragione della sua vita. Il caso e la fortuna fanno sì che questa nobile pratica letteraria consenta a Ottavio di poter guadagnare semplicemente stando in silenzio.

Ma iniziamo dalla fine, da quando Ottavio segue il consiglio dell’unico amico, che in realtà è il suo più grande nemico, Mario Esquilino, figura ambigua ed enigmatica, che lo invita ad iscriversi su un social network denominato appunto Panorama. Questa piattaforma virtuale nasce prendendo ispirazione dal Panopticon, il carcere perfetto ideato dal filosofo e giurista Jeremy Bentham, secondo il quale i detenuti diventano sorveglianti di loro stessi. In questo gioco di specchi o meglio di webcam nasce una storia d’amore tra Ottavio Tondi e Ligeia Tissot. La loro relazione non culminerà mai in un incontro, ma si limiterà ad una corrispondenza digitale durata ben quattro anni. “Esistesse ancora un mondo dei libri, una comunità letteraria o qualcosa che gli somigli, esistessimo ancora noi come eravamo un tempo, con la nostra ingenua e arida fede nella letteratura, oggi quei messaggi sarebbero oggetto di studio, di riflessione. Se ne discuterebbe ai convegni, alle presentazioni, ai festival, in tutti quei raduni più o meno autorevoli che in passato animavano la scena culturale. Verrebbero citati come testimonianza emblematica della condizione umana nel nostro tempo”. Per tutto questo tempo Ottavio non smette mai di distogliere lo sguardo dal letto di Ligeia, un letto fantasma ma vivo, dove si vedono lenzuola sfatte, oggetti, biancheria intima e libri vari perché è qui che è puntata la telecamera. Per accedere a questo social è obbligatorio avere una webcam sempre accesa e posizionata su un punto della propria abitazione.

Ligeia Tissot è una giovane donna sfuggente e fascinosa, in lei Ottavio Tondi ritrova la sua medesima passione per la letteratura. Il nome stesso della ragazza evoca i racconti di Edgard Allan Poe. La lettura quindi è l’anello di congiunzione tra Ottavio e Ligeia la cui relazione si consoliderà in seguito a una serie di episodi narrati con una destrezza incantevole.

Nei libri Ottavio vi si rifugia fin da quando era piccolo maturando la passione della madre deceduta quando lui era un fanciullo. Rimasto solo con il padre, noto commercialista di Roma, che disprezza questa passione tanto da gettare con rancoroso astio i libri della moglie, Ottavio continua a coltivare la sua attitudine in gran segreto. Divenuto studente universitario anziché seguire le lezioni di economia e commercio, Ottavio preferisce frequentare una libreria dove trascorre molte ore tanto da apparire agli occhi dei clienti, un libraio preparato e attento. A causa di questo felice inganno Ottavio incontra un grande editore che notando le sue spiccate doti e apprezzandone la genuinità di un uomo non avvezzo alle megalomanie della carriera ma proteso al solo interesse di circondarsi di libri, gli propone di lavorare per suo conto. Ottavio inizia così a collaborare con l’editore facendo quello che più ama fare: leggere. Certo a volte accade di leggere manoscritti scadenti, altre invece straordinari. È questo quanto è accaduto con il romanzo “La Vergine” diventato il più grande best seller di tutti i tempi. Del testo, firmato da Gloria Stupenda, diventato poi un caso letterario, non si conoscerà mai il volto dell’autrice perciò i giornalisti intuiscono che se c’è un volto che merita di essere reso noto è proprio quello di Ottavio Tondi, a lui si deve tanta lungimiranza. In seguito ad un’intervista durante la quale Ottavio rivendica le dicerie del padre secondo le quali i letterati non avrebbero mai fatto successo nella vita, Tondi suggella la sua notorietà diventando una vera e propria star.

Acclamato in ogni evento culturale, conteso nei vari festival letterari Ottavio vi partecipa a un’unica condizione. Lui riesce ad ammaliare il pubblico che gremisce sale e piazze semplicemente leggendo. In silenzio. Sul suo divano portato da casa. Usufruendo della luce della sua stessa lampada. Tondi ostenta il suo orgoglio di leggere in una maniera insolita, personalissima. “Era una follia e fu un successo”. Leggere diviene una moda che però scatena strane reazioni. Una notte infatti Ottavio Tondi diviene vittima di un attacco da parte di alcuni villani che lo pestano a sangue sul Ponte Sisto, a Roma. L’episodio provoca sconcerto e in molti si mobilitano per dimostrare affetto alla vittima organizzando flash mob letterari.

In seguito al triste episodio, la vita di Ottavio Tondi inizia lentamente a riprendersi con l’avvento di una novità che arricchisce l’esistenza di un piacere nuovo e più terreno. Quello del sesso. A pagamento. Ottavio incontra Maddalena e con lei fonde il piacere della lettura con quello del corpo sublimando gli atti sessuali con la lettura di un libro. Sono queste le pagine più coinvolgenti del romanzo nel quale l’autore impiega una scaltrezza stilistica per narrare situazioni anomale ma straordinariamente coinvolgenti.

Tommaso Pincio con sagacia, disincanto e un perspicace sarcasmo crea una perfetta sincronia tra reale e fittizio fondando il racconto audacissimo su un disagio che caratterizza l’uomo protagonista del romanzo che desidera semplicemente “carcerarsi nelle vite altrui, voleva che quelle vite divenissero quel che è la gabbia di uno zoo per una bestia feroce”. Ottavio è solo e nella sua solitudine crea un mondo dove predominano paure, ansie, insicurezze. Rifugiarsi nella lettura, nella droga e nel virtuale ha aumentato uno straniamento malefico producendo tormento e angoscia lasciando così affondare Tondi in un lento oblio dell’anima.

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