Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
9 Gennaio Gen 2016 1722 09 gennaio 2016

L'orda. La notte di San Silvestro, a Colonia

Colonni

La notte di San Silvestro, a Colonia, nella zona tra la stazione centrale e il duomo, un migliaio di uomini tra i 15 ed i 35 anni «dall'aspetto originari di regioni arabe o nordafricane» si è radunato per predare le donne che avrebbe incontrato lungo la strada. L'assembramento si è quindi disperso in gruppetti, per meglio accerchiare ed agire. Per meglio colpire.

Le vittime di furti ed abusi sono state 200, ma tre quarti di esse hanno patito abusi. Molestie sessuali. Due donne sono state stuprate. Secondo il nostro Presidente della Camera, Laura Boldrini, si è solo mancato loro di rispetto. E lo hanno fatto criminali accomunati da nulla.

E invece quel nulla c'è, ed è l'indicibile, in quest'era del politicamente corretto, della melassa egalitaria su tutto eccetto che sul presupposto di ogni altra eguaglianza: l'universale sacrosanto diritto al sostentamento. Ho scritto "universale". Nulla a che vedere con la grottesca concessione del Comune di Milano di 400 euro mensili a chi ospita immigrati. Solo immigrati. Che crepino gli altri. Quanto è pelosa questa solidarietà? Quanto è insincera?

Il mondo della Boldrini, del sindaco di Colonia, Henriette Reker, è un mondo senza verità. Il più pericoloso dei mondi.

Henriette che vedeva una perfetta integrazione che non c'era e che non ha avuto abbastanza pudore – dopo l'orda – di evitare di dare alle sue concittadine che passeggeranno di nuovo per strada la stessa raccomandazione che avrebbe potuto fornire il cacciatore a Biancaneve prima che si addentrasse nel folto di un bosco infestato da lupi, o la madre a una bambina alla sua prima uscita solitaria per strada: stai lontana dagli sconosciuti e possibilmente resta in gruppo.

Ma che è questa rassegnazione? Questa assimilazione apparentemente incontrastabile delle città europee a boschi pieni di belve e presidiati da nessuno? È questa l'idea di integrazione che hanno in mente le campionesse dell'umanitarismo scenografico? La loro sovrana è certamente il Cancelliere di Germania, Angela Merkel. Che dopo non essersi curata minimamente della denutrizione dei bambini greci ora vorrebbe presentarsi quale corifea di un incoercibile anelito di fraternità. Uscendosene con frasi tipo: «Il diritto d'asilo non ha limiti per ciò che riguarda il numero dei richiedenti», quando tutti sappiamo che illimitatezza e politica sono concetti contapposti.

Quello che vorrei evidenziare è che il punto non sono le aggressioni. Il punto è la negazione delle specificità dell'orda. Qualunque altra orda, ad iniziare da quelle di estrema destra, avrebbe provocato reazioni pronte, intransigenti, risolute.

Quest'orda non la si può descrivere, ma così facendo diventa qualcosa di irreale, diventa lo spettro della nostra insipienza.

Hegel ci ha insegnato che anche nel pensiero filosofico, di cui certo il pensiero ideologico è una sottospecie: «Ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale».

Non descrivere con esattezza la realtà è già irrazionalità generatrice di allucinata violenza. Nella sostanza ogni negazionismo genera mostri. Sia che ad essere negato sia l'Olocausto sia che si tratti della composizione di un'orda.

Tutto ciò che si sa e che vale a descrivere una realtà occorre dirlo sempre. Altrimenti si diventa complici dell'irrazionale e si diventa non dirò maligni ma certo disumani – e vi garantisco che fatico a scorgere la differenza – come lo è stata la polizia di Colonia la mattina del 1° gennaio twittando: «Atmosfera allegra, festeggiamenti ampiamente pacifici».

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook