Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
11 Gennaio Gen 2016 1308 11 gennaio 2016

Palpeggiamenti di massa a Colonia

Colonia

Nella notte di Capodanno davanti al bel Duomo gotico di Colonia, unico monumento di tutta la città salvato dai bormbardamenti bellici, un cospicuo numero (forse mille) di nordafricani e arabi si è avventato sulle donne tedesche sottoponendole ad atti lubrichi e in qualche caso a tentativi di stupro, più spesso a furti di denaro. Così si è appreso da centinaia e più di denunce recapitate alla polizia nei giorni seguenti. La stessa polizia aveva cercato di far passare le cose senza troppa pubblicità ma lo scandalo si è gonfiato come un'onda marina e ha travolto rapidamente anche il capo della polizia di Colonia e tutti quanti coloro che tentavano di minimizzare. Lo scandalo divenuto internazionale ha movimentato il mondo femminile e anche la sua ala femminista al punto che la signora Merkel ha dovuto intervenire e persino, per quanto riguarda il nostro paese, è intervenuta la signora Boldrini, presidentessa della Camera, che ha deprecato l'episodio seppur degradandolo a semplice mancanza di rispetto per le donne. Poichè intanto da altre città della Germania e non solo provenivano analoghe e numerose denunce, tutto un fronte bonario e buonista che tendeva ad accogliere tutti i migranti con grande generosità si è bloccato se non addirittura capovolto: sembrerebbe che si sia cominciato a capire che cosa vorrebbe dire in Europa l'inserimento di alcuni milioni di migranti islamici con i loro costumi e principi nei confronti delle donne e della moderna vita che si svolge nei nostri paesi.

Tra i fermati dalla polizia, per il momento ancora pochi, un buon numero di richiedenti asilo anticipatori di quella immensa colonna ormai di milioni di persone (si parla di 7 milioni) provenienti dall'Iraq e dalla Siria e poi da tutti i paesi arabi e africani infestati da dittatori violenti e da guerre intestine incontrollabili quanto feroci.

La reazione delle donne europee, non solo delle donne tedesche, è stata unanime e decisa, esse, militanti femministe o meno, sanno di aver conquistato la loro libertà da poco più di un secolo, forse due, e istintivamente non sono disposte a perderla anche perché la tradizionale struttura familiare che proteggeva nel suo alveo le figure più deboli, donne e bambini, è quasi scomparsa e le donne vivono in Europa una vita autonoma che l'organizzazione sociale nel suo complesso garantisce. D'altronde nei fatti di Colonia non sono segnalate reazioni anche marginali di maschi tedeschi perché le donne agivano senza la preoccupazione di essere protette.

Ora si annuncia, non solo in Germania ma in tutta Europa, il Carnevale con le sue feste in piazza e la sua tradizionale libertà di comportamenti. Questo genera già molte preoccupazioni e le dichiarazioni dei politici uomini ma soprattutto donne segnano un cambiamento di clima sociale, non solo nei paesi dell'esteuropeo ma in tutta l'Europa e persino in Italia dove, si noti bene, il Papa su questo argomento non ha detto una sola parola quasi ripiegando rispetto a posizioni precedenti.

Saranno dunque le donne a salvare la nostra civiltà e i nostri costumi liberali? È possibile, forse probabile, certamente auspicabile.

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