Roberto Zichittella
Va’ pensiero
13 Gennaio Gen 2016 1742 13 gennaio 2016

Quelle vaccinazioni che fanno paura ai talebani. Nuova strage in Pakistan.

Oggi a Quetta, nel Pakistan sud-occidentale, un attentatore suicida armato di esplosivo si è fatto esplodere, ha ucciso almeno 15 persone e causato una ventina di feriti. Non è un attentato firmato dall'Isis e in ogni caso non ha colpito turisti occidentali o personalità di spicco, quindi non sarà una notizia di primo piano.

Le vittime sono in gran parte poliziotti, ma non erano loro il principale obiettivo degli attentatori. Il bersaglio era la clinica alla quale i poliziotti facevano la guardia. Una clinica nella quale si praticano le vaccinazioni contro la poliomielite.

Non è la prima volta che accade, purtroppo. In Pakistan medici e infermieri che praticano le vaccinazioni sono da tempo nel mirino di estremisti islamici convinti che i programmi di vaccinazione siano in realtà una cospirazione occidentale mirata a sterilizzare i bambini pakistani.

Va detto che alla causa della buona prevenzione sanitaria non ha certo giovato l'operazione condotta dalla CIA per scovare Osama Bin Laden, che usò come cavallo di Troia un falso programma di vaccinazioni. Da allora pregiudizi e ostilità sono diventati ancora più radicati.

In questi ultimi anni sono decine i medici, infermieri e addetti alla sicurezza caduti sotto i colpi dei terroristi in Pakistan. Molti di loro sono stati uccisi sul campo, mentre andavano nei villaggi per vaccinare i bambini porta a porta.

La conseguenza di questa resistenza dei talebani contro i vaccini è che la poliomielite resta endemica in soli due Paesi: l'Afghanistan e il Pakistan. Nel resto del mondo è stata debellata grazie ai programmi di vaccinazioni. Questi programmi funzionano e i dati sono incontrovertibili. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, nel 1988 casi di poliomielite erano ancora presenti in ben 125 nazioni.

A Quetta e in altri distretti del Balochistan la campagna contro la polio era stata rilanciata proprio lunedì con la speranza di eradicare definitivamente la malattia entro la metà del 2016. Non è una speranza vana. Nel 2014 i casi di poliomielite in Pakistan furono 282, nel 2015 sono scesi a 49. La battaglia si può vincere, talebani permettendo.

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