Talentosprecato
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17 Gennaio Gen 2016 1459 17 gennaio 2016

Che Creed sia con te

Creed Rocky Balboa Adonis

Quello che hai sempre sognato? Vattelo a prendere

Ti chiudi dentro il giaccone e ti barrichi nella grande sciarpa mentre continui a pensarci. Ti senti sola nella sala piena. Incastrata in comode scarpe alte che non possono farti correre.
Vorresti farlo. Ri-afferrare il destino da cui non hai mai voluto fuggire. Subito. Balboa però te l’ha detto:
"Un passo alla volta
un pugno alla volta
una ripresa alla volta"

Non c’è altra strada. Lasciala illuminare da un saggio, sia pure esso un sospiro che ti porta fuori ogni tanto. Cerca il tuo mentore, uno che ti dica da che parte guardare. Qualcuno che le citazioni che girano su facebook dovrebbero averti già chiesto di riconoscere.
Tu lo sai dov'è. Dove non puoi smettere di tornare col cuore. Come Adonis, il figlio di Apollo Creed. Ti ci puoi portare da sola. Eri bambina. Allora sapevi cosa eri nata a fare, ricordi? E poi? Cosa è successo?

Mentre Creed scorre per le strade di Philadelphia, il trucco, il parrucco, il senso del dovere e tutte quelle cazzate che ti hanno detto per tenerti buona e lontana dal ring non sanno più tutelarti. Ti senti stretta nella tua tana, profondamente inadeguata al vestito anonimo che ti sei cucita addosso. Una povera nullità che ha rinunciato a se stessa. Scalpiti, sai che non è vero.

"Se vuoi salire su qualche ring rinuncia a chiamarmi". Conosci le parole di Marianne...
Sono una metafora. In un momento lei è anche tua madre. O piuttosto la metafora di tutte le "madri". Delle premure eccessive di Adriana, ma anche della parte più cauta di te stessa. Di quella che ha paura di avere paura, di lasciarsi scoprire, di guardarsi e affrontarsi allo specchio.
"Lo vedi, è lui quello con cui devi combattere.
È il tuo nemico numero uno",
dice il saggio Rocky ad Adonis, mentre lo allena.

Solo, terribilmente solo, lo Stallone Italiano.

Negli occhi-a volte-lo smarrimento di un cagnolino abbandonato, la dolcezza e la tenacia di un cucciolo che ha riconosciuto l'amore e non vuole lasciarlo scappare, il nuovo giovane eroe che umilmente aveva nutrito e custodito il suo talento in segreto, è un regalo dal cielo per l'anima bella di Balboa. Attempato e ingrassato, l'ex campione di pugilato pensava di non aver più nulla per cui scaldare i muscoli. Gli faceva comodo il supporre di avere comodamente riposto il proprio futuro alle spalle, che la sua vita fosse già stata fatta. Tutta. Avrebbe anche accettato di perdere senza combattere, a un certo punto. E invece gli tocca salire di nuovo su un "qualche ring"...

Mentre cammino mi ripeto che non ho ancora sentito la campana”. Sono a tappeto, ma ancora respiro. Sarei già saltata su, come un tempo, ma son qui, nel mio angolo di falsa quiete.
Cerco di trovare una scusa per restare adagiata nella zona di comfort. Mi faccio domande inutili.
Se Adriana fosse stata viva Rocky avrebbe vissuto questa ennesima esperienza? Avrebbe accolto il ragazzo a casa sua?
E suo figlio? Aveva dunque avuto ragione a dire di non riuscire a realizzarsi all’ombra del grande campione che era suo padre? Quali sono i limiti? Anche per i cuori grandi come quello di Rocky?

Perché non abbiamo più il coraggio di metterli al centro della piazza?

NB. Questa non è una recensione. Questa, invece, sì.

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