Roberto Zichittella
Va’ pensiero
20 Gennaio Gen 2016 0940 20 gennaio 2016

Da Ettore Scola a Maurizio Sarri, una giornata particolare anche per il calcio italiano

C'è una curiosa e desolante coincidenza fra la morte di Ettore Scola e gli insulti che l'allenatore del Napoli Maurizio Sarri ha rivolto all'allenatore dell'Inter Roberto Mancini al termine della partita di Coppa Italia Napoli-Inter.

Ettore Scola ha diretto uno dei film più belli del cinema italiano: Una giornata particolare. Ambientato il 6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma, il film racconta l'incontro di due solitudini. Quella della casalinga Antonietta (Sophia Loren), moglie di un becero fascista, rimasta in casa da sola mentre il marito e i sei figli applaudono Hitler, e quella del suo dirimpettaio Gabriele (Marcello Mastroianni), antifascista e omosessuale. In una delle scene più drammatiche del film, Gabriele grida ad Antonietta: “Io sono un frocio, così lo sapranno tutti che l'inquilino del sesto piano è ricchione! E' finocchio!”.

“Frocio” e “finocchio” sarebbero i termini usati da Sarri per apostrofare Mancini, il quale gli ha dato pubblicamente del “razzista”. Poi Sarri ha provato, goffamente, a giustificarsi assicurando di essersi scusato con Mancini. Ma per lui diventa probabile una pesante squalifica. Fra l'altro, in quanto a omofobia, Sarri è recidivo. Infatti già nel marzo del 2014, in una intervista, disse che “il calcio è diventato uno sport per froci”.

Sarà. Di sicuro il linguaggio di Sarri è rimasto quello dell' Italietta fascista e omofoba ritratta in modo mirabile da Scola in quel film capolavoro.

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