Elena Stoppioni
La speculazione edilizia
20 Gennaio Gen 2016 1325 20 gennaio 2016

L’architetto Simone Micheli: occorre che l’edilizia si ritrasformi in architettura

Simone Micheli,Photo By Maurizio Marcato

Ha definito il suo studio di progettazione "Architectural Hero". E per essere un Eroe dei nostri tempi, occorre avere almeno una delle caratteristiche che connotano un eroe: il cuore di un ragazzo, che non abbia paura di essere buttato oltre l'ostacolo, un talento geniale, e un amore sproporzionato per quello che si fa. Lui, artista dell'architettura dei nostri tempi, le ha tutte.

E quando si conversa con una personalità così artistica si fondono la poesia e le visioni del futuro in quella grande e vastissima scienza che va sotto il nome di "architettura" e che forse sarebbe davvero più consona a descrivere la filiera rispetto alla scarna e stereotipata definizione di"edilizia".

A tu per tu con Simone Micheli. Non chiamatelo Archistar, non perché non lo sia, ma perché lo sminuirebbe: fuori dai canoni del "vip" geniale che lavora in solitudine e impone una visione, lui dimostra col suo lavoro e col suo metodo di comunicazione di aver intuito quello che tutti dovremmo imparare. Che una rete di imprese va più lontano di un'azienda singola, perché il valore delle relazioni sul lavoro non ha eguali. E che non si può prescindere dalla cultura del manufatturiero, se si vuole vincere anche in edilizia: applicando i criteri del design di un oggetto industrializzabile anche all'edificio, si diventa competitivi.

Infine, che il nostro paese ha due grandi driver che sono già pronti ad essere percorsi insieme: l'edilizia e il turismo. E allora, che aspettiamo?

Quando l’esperienza si trasforma in memoria significa che si sta vivendo un’opera o IN un’opera

Simone Micheli, Architectural Hero

Cosa vuol dire "coraggio di cambiare"? È davvero il cambiamento il prossimo obiettivo delle nostre aziende?

Oggi per trovare una via di fuga dalla crisi è necessario essere dinamici, energetici, continuamente curiosi e volti alla spasmodica ricerca della novità e dell’avanguardia.

Guardare fuori dalla scatola è indispensabile, evitando che la mente rimanga imprigionata tra i rigidi dettami che definiscono la consuetudine.

Si deve osservare il mondo con gli occhi e lo spirito di un fanciullo, facendo affiorare le visioni rimaste fino a questo momento inesplorate.

Ci vuole coraggio a non soffermarsi mai troppo e a non adagiasi nella passiva contemplazione dello status quo, ma grinta e determinazione costante devono guidare l’uomo nel sovvertire le situazioni volgendole a proprio favore, rinnovando le possibilità contenutistiche ed espressive. Con cognizione di causa e competenza, a seguito di studi completi ed analisi dettagliate, con energia ed intraprendenza la situazioni vanno cambiate, aggiornate, modificate seguendo i bisogni e plasmate sulla base di desideri e sogni.

Le aziende oggi non possono più perdere tempo in chiacchiere, il loro agire deve essere repentino e volto a raggiungere tempestivamente ciò che accadrà. I loro movimenti devono essere rapidi, i rapporti relazionali fondativi e dinamici, la comunicazione istantanea e costante, impattante e straordinaria.

Il mondo di oggi ha poco a che fare con quello di soltanto qualche hanno fa; chi non ha il coraggio di mettersi in discussione, di volgersi al nuovo, di aprirsi ai nuovi umori che investono la società, riesce a fatica a mantenere un ruolo nello scenario contemporaneo.

Quale può essere il futuro dell'edilizia in Italia?

Spesso nell’immaginario collettivo la connotazione del termine edilizia” viene associata ad una visione negativa; in mente appaiono edifici grigi dai tratti scarni ed elementari e ci si avvicina, per associazioni semplici di idee, al territorio della speculazione e degli abusi.

Il significato comune di questo termine è però destinato ad un profondo cambiamento.

Oggi ci sono nuove e radicate tendenze che modificano e guidano il panorama architettonico contemporaneo focalizzando l’attenzione sia degli acquirenti, sia dei costruttori sulla qualità dei materiali e dei metodi lavorativi, sull’etica degli oggetti costruiti, sulla sostenibilità sia economica, sia ambientale ma soprattutto di pensiero.

Il paradigma della quantità è stato finalmente abbandonato in favore della qualità, l’obiettivo preponderante è quello di realizzare edifici iconici, unici, densi di valore che, proprio alla stregua di vere e proprie opere d’arte, coinvolgano l’osservatore all’interno della loro sostanziale essenza, offrendo esperienze fuori dalla banalità e dalla percezione sensoriale quotidiana.

Anche in Italia il settore edilizio si sta dedicando all’esplorazione di questa via innovativa, facendo fortemente leva sull’importanza che ha la tutela di ogni tipo di spazio in base a caratteristiche e tratti peculiari. L’attitudine tutta italiana al lavoro certosino, scrupoloso e volto alla cura del dettaglio, fa sì che il nostro punto di vista ancora una volta sia tra i più seguiti, ammirati ed acclamati a livello mondiale.

Grazie all’estrema flessibilità dell’industria nostrana, all’incessante desiderio di sperimentare e alla costante tensione verso la bellezza le opere create da designer ed architetti italiani sono caratterizzate da innovazione, avanguardia e stile; ed il futuro, volto alla fondazione di evolute ed inaspettate modalità di recupero ed editing piuttosto che di spreco, lo immagino connotato da forti spinte propulsive ed originali.

Che contributo può dare al paese un imprenditore o un professionista della filiera? E in che modo?

Il contributo di ciascuno è fondamentale, soltanto chi intelligentemente osserva il mondo ha la possibilità di cambiarlo volgendolo a proprio favore riuscendo così a vincere in un mercato in costante cambiamento.

Sulla base delle proprie competenze ed abilità il designer, l’architetto, l’imprenditore, il proprietario, devono analizzare profondamente il contesto in cui la loro opera andrà a collocarsi, rispettandone i tratti peculiari e prevedendo l’impatto e le conseguenze che questa avrà anche dopo la fine del suo ciclo vitale standard.

Se in ogni fase della filiera, se in ogni parte costitutiva del processo costruttivo, ogni indispensabile partecipante svolge il proprio lavoro tendendo al meglio, accrescendo l’aspetto qualitativo, non dimenticando di scovare le prospettive non ancora note che si celano dietro la coltre banale della quotidianità il successo dell’opera realizzata è garantito sia in termini economici, sia comunicativi - ponendosi al centro di un fitto sistema di relazioni - , sia in termini esperienziali, dando vita ad un denso reticolo di emozioni che toccano nel profondo i sensi e l’intelletto degli uomini.

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