State of Mind
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21 Gennaio Gen 2016 1829 21 gennaio 2016

La paure dei bambini e la loro funzione autoprotettiva

Paure Dei Bambini
Le prime paure dei bambini: quali sono le più diffuse e come elaborarle

Le paure dei bambini sono potenzialmente infinite, esistono tuttavia paure tipiche: il buio, la morte, l’abbandono... Importante è sapere come elaborarle

la funzione autoprotettiva della paura

La paura è un’emozione primaria, ha una funzione autoprotettiva utile alla crescita del bambino in quanto riesce ad attivare alcune reazioni che servono a difenderlo dai potenziali pericoli provenienti dall’ambiente esterno. La paura è importante perché ci aiuta a rispondere nelle varie circostanze e ad agire rapidamente in situazioni di pericolo, questa emozione ci esorta a stare all’erta e a far tesoro delle precedenti esperienze mobilitando le forze che ci spingono alla difesa o alla fuga, quindi, in quanto reazione difensiva salvaguarda la vita e contribuisce allo sviluppo umano e alla crescita personale. Esiste un’idea generale piuttosto diffusa riguardo la paura che la vede come un qualcosa da evitare o scansare. In realtà affrontare ed abbracciare le nostre paure, è l’ unico modo per controllarle.

Uno stato di paura è sempre associato a reazioni fisiche prodotto dal sistema neuro-vegetativo: le mani sudano, aumenta il battito cardiaco e il respiro, la circolazione sanguigna si modifica causando rossore o pallore, i muscoli si contraggono. Queste sono legate ad un senso di inquietudine interiore. Possono essere scatenate da stimoli esterni (temporale, fuoco, animali, da una minaccia concreta da stimoli interni come pensieri o immagini (Preuschoff,1995).

Secondo Lazarus (1984), la valutazione cognitiva precede invariabilmente ogni reazione affettiva: la valutazione cognitiva (del significato o senso) è una caratteristica integrante e sottende gli stimoli emotivi. Lazarus precisa che la risposta motorio-comportamentale e l’esperienza emozionale sono sempre successive alla valutazione dell’evento. Le emozioni nascono dalle credenze non dalla realtà, per fortuna le credenze dei più piccoli e, dunque le stesse paure dei bambini, possono essere più aperte agli aggiornamenti rispetto a quelle degli adulti

Da dove nascono le paure dei bambini?

Talvolta le paure hanno origine nell’infanzia ma possono cambiare, trasformarsi oppure essere superate. Attenzione però alla differenza tra paura e ansia. L’ansia è sostanzialmente una forma di paura, è una sensazione di allarme, sembra quasi il protrarsi di un disagio emotivo che ci mantiene in all’erta contro i presunti pericoli del mondo; l’ansia è caratterizzata dalla previsione di una minaccia, come se l’oggetto della paura fosse l’anticipazione del pericolo. Mentre si prova paura davanti a uno stimolo reale o una minaccia esterna ben identificabile, l’ansia è una sorta di attesa di qualcosa di indefinito e spiacevole, irrequietezza psichica difficile da identificare con precisione (Galassi, Pratesi Telesio, Cavalieri, 2008).

Possiamo cosi affermare che le diverse paure dei bambini, nel corso della loro crescita, sono potenzialmente infinite e dipendono in larga misura dalla storia individuale: esistono tuttavia una serie di paure che possono essere considerate tipiche dell’età evolutiva (Quadrio Aristarchi, Puggelli, 2006): quella della separazione, del buio, della morte, dell’abbandono, dei serpenti, dei fantasmi, dei mostri, del dottore, ecc.

Talvolta alcune di esse sorgono quando il bambino tende ad immedesimarsi nelle preoccupazioni e nelle paure dei genitori. Di fronte alla visione di un fatto che può generare paura, è molto importante la reazione degli stessi genitori: i bambini percepiscono ciò che gli adulti provano e attraverso il cosiddetto contagio emotivo sono in grado di regolare la loro reazione emozionale sulla base della reazione dell’adulto di riferimento. In altre parole, se i genitori si spaventano, il bambino sarà molto più spaventato perchè impara e rinforza che quello stimolo è realmente pericoloso; se i genitori al contrario minimizzano quanto accaduto lo aiutano a inquadrare il fatto nella giusta prospettiva (Quadrio Aristarchi, Puggelli, 2006).

Le tipiche paure dei bambini nelle diverse età

Le tipiche paure dei bambini rappresentano, cosi, una tappa naturale del loro sviluppo, non necessariamente è causata da traumi o da un’ errata educazione, possiamo quindi affermare come essa siano uno stadio naturale della crescita. E’ comunque rilevante ricordare che le paure dei bambini si estinguono con maggior probabilità quando vengono manifestate apertamente e non quando vengono nascoste o temute in quanto potrebbero acutizzarsi e diventare poi un disagio.

La tipica paura dei bambini intorno al primo anno di vita è sicuramente quella dell’estraneo in quanto il bambino inizia a differenziarsi dall’altro, riesce a distinguere le figure parentali o quelle di riferimento rispetto agli sconosciuti. Questa paura si manifesta in diversi modi: abbassando gli occhi, attaccandosi fisicamente al genitore, nascondendosi, con pianti, con silenzi, tutto dipende dall’ indole del bambino e dalla sua abitudine nell’incontrare volti nuovi o dalla fatica nel socializzare. In questi momenti è importante che il genitore non obblighi il bambino ad interagire con lo sconosciuto ma è preferibile che gli stia vicino, che accolga la sua paura e che si rivolga a lui in maniera pacata, calma e serena. In questo modo il bambino imparerà ad affrontare le sue prime paure in maniera adeguata e a non fuggire.

In questa fase critica il bambino ha bisogno di trovare nei loro genitori una base sicura, la sensazione di sentirsi protetto per potere acquisire fiducia in se stesso verso gli altri e verso il mondo (Bowlby, 1989). Nei momenti di paura è importante che l’infante avverti la vicinanza dei genitori, quando è in preda a questo tipo di emozione il sentirsi protetto fisicamente in un abbraccio è una sensazione piacevole che lo accompagnerà anche da adulto...



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