Antonio Fiore
Bar Lezzi – dal 1924
27 Gennaio Gen 2016 0126 27 gennaio 2016

E se coperte le nudità, si tacesse?

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La cultura non è un qualcosa di sacrale, di pochi. La cultura è - malgrado il rischio di passare come ovviato e ripetibile - di tutti ed in tutto. Cultura non è solo il libro d'antologia piuttosto che la lezione di fisica quantistica, non esclusivamente la poesia o il quadro d'autore rinascimentale. La cultura è - volendo si esplica - nel lavoro dell'artigiano, nel regolamento di condominio, in come un mio coinquilino osserva la politica, come intendiamo stare al mondo su questa faccia di terra. L'uomo stesso è, per associazione di idee, cultura e forme di cultura.

Quando sento offesa la mia cultura, ammesso che io ce l'abbia? Quando le nudità di marmoree statue italiche vengono coperte perché, forse, infastidiscono l'āyatollāh? A dire il vero mi rammarica poiché la malizia del corpo nudo è ipoteticamente negli occhi di chi guarda. Infondo non ho neppure idea se la richiesta di coprire le nudità delle statue italiane sia stata espressa direttamente dalle autorità iraniane o dall'eccesso di zelo di alcuni alti dirigenti italiani.

Al tempo stesso, tuttavia, posso ipotizzare che giacché l’Iran programma investimenti infrastrutturali per 15 miliardi di dollari, aperti anche alle iniziative italiane - investimenti per un totale di 7 miliardi di euro -, qualcuno abbia considerato "ragionevole" la richiesta o l'idea di coprire un corpo nudo.

Parliamo di infrastrutture aeroportuali, porti sul Golfo Persico e il mare dell’Oman, la grande partita dell’Oil&gas, del comparto automobilistico dove una quarantina di aziende italiane si propongono per i ricambi e la componentistica.

Analogic Content Marketing o, se volete, puro e mero atteggiamento di chi vuole accattivarsi un cliente. Questo è tutto.

Quando, però, dovrei sentirmi - come d'altronde mi sento - menomato nella mia cultura? ll patrimonio storico artistico italiano è il più importante del mondo. Da Nord al Sud non c’è angolo d’Italia senza un vero e proprio tesoro. Come lo trattiamo? Sappiamo conservarlo, valorizzarlo e promuoverlo? I nostri siti archeologici, i musei e i monumenti sono una vera e propria risorsa economica. Lo stato sfrutta adeguatamente il nostro patrimonio anche per creare posti di lavoro? Invece si sprecano anche le risorse umane: archeologi, storici dell’arte e restauratori che hanno studiato con passione per anni si ritrovano quasi sempre sottoutilizzati, per decenni, con pochi soldi, in lavori precari. Un duro racconto di un’Italia che sta perdendo progressivamente quel che ha di più prezioso. All'incuria, alle volte, s'aggiunge anche il vandalismo di chi, mosso a noia dalla vita, imbratta e distrugge queste opere. Magari per motivi calcistici. Lì, io, mi sento offeso.

Il resto è ciarlare convulso, richiami ad un mondo ideale che non esiste più. Un sentimento nazional popolare al cui confronto "Colpo Grosso" è un documentario di altissimo livello.

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