Alessandro Oliva
Viva la Fifa
1 Febbraio Feb 2016 1040 01 febbraio 2016

Bravo Mancini, ora non ti resta che scaricare anche Icardi

Icardi

Ci sono molti modi per descrivere le cause di una sonora sconfitta in un derby per 3-0. Di certo, non è quello usato da Roberto Mancini, tecnico dell’Inter che prima, durante e dopo ha dimostrato di essere poco adatto a gestire una situazione di difficoltà. I risultati (e il gioco…ma quale gioco?) dicono che l’Inter, dopo la sconfitta rimediata in casa contro la Lazio prima della pausa natalizia, è in netta flessione: cinque punti in sei partite. Ecco, ci sono molti modi per descrivere la sconfitta cocente in un derby, ma uno solo per descrivere in che cunicolo si è cacciata la squadra: due 3-0 di fila contro le sue più grandi rivali. Certo sono i giocatori che vano in campo e vengono suonati, ma si sa che il pesce puzza dalla testa.

Prima, durante e dopo: le tre fasi in cui Mancini, la testa del pesce, ha sbagliato. Prima, cannando la formazione iniziale: 4-2-3-1 senza una punta centrale di ruolo e Eder subito titolare in un ruolo sbagliato. Schierato dietro Jovetic, l’italo-brasiliano ha giocato poi sempre defilato, come gli viene naturale fare. E così, ci ritroviamo con un altro esterno d’attacco (breve legenda: i passaggi sbagliati sono quelli in rosso).

La gara di Eder: schierato in mezzo, si mette a giocare defilato per una punta centrale inesistente.

Nella formazione titolare ci sono anche due terzini la cui scelta sembra stata basata sulla stessa scientificità dell’estrazione del Lotto: Juan Jesus e Santon. Il primo già da tempo ha mostrato tutti i suoi limiti nel ruolo (vedi anche il gol di Lasagna), il secondo non giocava da tempo (dal 27 ottobre contro il Bologna). Finisce quindi fuori Telles, il migliore del pacchetto finora, anche se non ci vuole molto visti i due citati oltre a Nagatomo e D’Ambrosio, che però almeno non fa troppi danni. JJ e Santon di danni ne fanno eccome: se il brasiliano nel primo tempo riesce a farsi addirittura superare da Honda nel primo tempo (DA HONDA), l’ex bambino prodigio fa l pasticciaccio sul gol di Niang. E così facendo, demotiva non poco il ragazzo da lui voluto e poi lasciato fuori (e già sostituito contro il Carpi).

Già, caro Mancini, la psicologia e la tattica sono uguali allo stesso modo. E così il problema più grosso resta la mancanza di una punta centrale. Un’assenza che si può rimediare nel corso della gara, certo. Icardi è entrato, ha anche sbagliato un rigore, certo. Ma il punto non è l’errore singolo, che purtroppo ci può state (i rigori li sbagliava pure Robi Baggio). Il tema è: Icardi dovrebbe giocare anche quando è zoppo. Perché in 5 minuti ha fatto quello che avrebbe dovuto fare Jovetic. Perché non ha “falsi nueve” in rosa. E perché altrimenti produci gioco a vuoto. Su quest’ultimo punto si innesta soprattutto la difficoltà dell’Inter, che non a caso nelle ultime due gare tra Coppa Italia e Serie A non ha segnato uno straccio di gol. Agevoliamo la diapositiva:

L'Inter fatica a entrare in area, chissà perché.

Lo abbiamo già detto, lo ribadiamo: l’Inter fatica a entrare in area. E quando ci prova, a verticalizzare, sbaglia. Un approccio per nulla modificato durante la partita, perché Icardi avrebbe bisogno di cross, di appoggi. Di un regista, non di Medel o Felipe Melo. Risulta noioso dire sempre se stesse cose, ma Mancini non cambia di una virgola, persistendo nell’errore sia tattico che psicologico.

E qui veniamo al dopo gara. Chiaramente innervosito, Mancini non fa mea culpa, ma se la prende con l’arbitro (che all’Inter ha dato un rigore, è bene ricordarlo), quindi con i giornalisti. In particolare con la Calcagno di Premium, alla quale fa il favore di spiegare il perché del dito medio fatto ad alcuni tifosi dopo l’espulsione (“Contenta?”) e alla domanda su Icardi innervosito dalle precedenti affermazioni di Mancini (“Quel gol lo segnavo anche a 50 anni”) reagisce da vero lord: "Questa è una stronzata, dite cagate, ma voi volete fare polemica a tutti i costi, fatela". A dire il vero, caro Mancini, la polemica l’hai fatta tu sugli arbitri. La domanda invece centra il punto, perché con il tuo atteggiamento stai fiaccando la "garra" di quello che lo scorso anno è stato il capocannoniere del campionato e che resta ostinatamente la tua unica punta in rosa. Ma tu continui a chiedere terzini ed attaccanti esterni, per poi scaricarli dopo sei mesi: Shaqiri, Montoya, magari ora pure Telles. Almeno, che non scarichi Icardi.

In tutto questo, verrebbe da chiedersi dov’è quello che firma gli assegni per tutto questo. Thohir, ci sei?

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