Raja Elfani
Gloβ
2 Febbraio Feb 2016 1946 02 febbraio 2016

Le statue coperte? Per Alda Fendi hanno un valore artistico

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Può una figuraccia internazionale diventare un’opera d’arte?

È la sfida lanciata da Alda Fendi ieri in un comunicato dove annuncia che comprerà le scatole dello scandalo capitolino e le esibirà in una mostra a marzo nella sua galleria al Foro Traiano in attesa, tra sette mesi, dell’inaugurazione della nuova sede firmata Jean Nouvel.

Se le scatole che sono servite a coprire le statue del Campidoglio non sono già state buttate, Alda Fendi le recupererà per tentare di darle un senso artistico. L’immagine delle statue coperte durante la visita di Rohani a Roma ha fatto il giro del mondo diventando virale e i Musei Capitolini hanno registrato un aumento repentino di visitatori, questo è il solo punto di vista che interessa Alda Fendi contattata al telefono oggi pomeriggio.

Nel mezzo di una riunione, l'ex-stilista romana diventata mecenate ci risponde che chiamerà il ministro Franceschini per consultarlo, mentre è ancora in corso l’indagine per trovare i responsabili del danno.

La mostra della Fondazione Alda Fendi s’intitolerà ironicamente “Farsi” in omaggio alla Storia persiana, il progetto è di Raffaele Curi, includerà una performance con le sei scatole capitoline – originali o riprodotte, dipenderà dalla risposta dei Musei Capitolini. L’importante per Alda Fendi è trasferire in galleria ciò che per lei ha la forza innata di una installazione e riproporla al pubblico come arte.

Ho chiesto ad Alda Fendi se è pronta ad assumersi le conseguenze culturali di una tale scelta e ha risposto che ha subito considerato questo incidente come un evento che rientra perfettamente negli interessi della fondazione, al di là del suo impatto politico.

Potrebbe diventare un’abitudine della fondazione riciclare in chiave artistica gli errori di Stato? No, conclude Alda Fendi ridendo. Ma se Franceschini dovesse permettere alla Fondazione Alda Fendi di riproporre come Arte ciò che il governo ha già riconosciuto come un reato, il ministro potrebbe essere passibile di pena per favoreggiamento. A meno che la Fondazione Alda Fendi assuma di voler solo parodiare l’errore capitolino nella performance annunciata, e cioè come satira, non come Arte.

Lo scandalo capitolino non può essere riciclato come un evento artistico dopo che è già stato identificato come un reato. Oltre ai limiti legali, se davvero aspira al valore culturale, l'iniziativa della Fondazione Alda Fendi incontrerebbe anche dei limiti scientifici: nessun evento può essere dichiarato artistico a posteriori. L’arte, in quanto scommessa con la Storia, va dichiarata prima che accada. A questo servivano, almeno fino al secolo scorso, i manifesti.

Raja El Fani

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