Paola Bisconti
Anam
2 Febbraio Feb 2016 1127 02 febbraio 2016

"Mia". Perchè l'amore può essere soltanto libertà

Mia

Nella gran parte dei casi sono le donne a raccontare episodi di violenza subita, in “Mia” invece Antonio Ferrara ha dato voce a Cesare, un ragazzo di 15 anni, che all’interno della sua cella ricorda gli anni di fidanzamento con Stella facendo emergere la sua dannata gelosia fino a confessare il tragico epilogo di una giovane vita. Arrestato con l’accusa di femminicidio, Cesare nella sua solitudine ricostruisce il periodo che ha preceduto quell’insano gesto.

Il libro pubblicato da “Settenove” inaugura la collana di narrativa per giovani e che si presenta con una bellissima immagine di copertina a cura di Chiara Carrer, si legge come una forma di diario dove emergono aneddoti utili a ricostruire una storia che con l’amore non aveva nulla a che fare.

In un contrasto perenne tra la fragilità di Stella e la prepotenza di Cesare, i consigli degli amici che avvertono il malessere del ragazzo e che a lungo andare lo isolano, la volontà di porre fine a un fidanzamento soffocante basato sul possesso e il controllo delle scelte anche le più banali di una ragazzina innamorata della vita il cui unico errore è stato quello di offrire una chance al giovane che credeva potesse migliorare, si dipana la trama del libro.

Quando in carcere Cesare ricorda il suo passato si rimprovera quel senso furibondo di gelosia, ma ammette di non sapere come gestirlo, dominarlo, controllarlo lasciando che la violenza fisica e verbale prevalesse su tutto perfino su quell’amore che il ragazzo sosteneva di provare nei confronti di Stella.

Il testo, imperdibile e straordinario nella sua potenza narrativa, è frutto di un percorso di educazione sentimentale e di prevenzione del disagio attraverso laboratori di scrittura che hanno visto coinvolti gli studenti frequentanti quindici scuole italiane e straniere i quali hanno scritto le proprie emozioni legate ad alcune forma di prevaricazione subite, immaginate o osservate.

Antonio Ferrara affida a Cesare tormentato dalle sue ossessioni, la narrazione di un volume che offre innumerevoli spunti di riflessione per chi perpetua violenza e per chi la subisce. In brevi capitoli, con uno stile sintetico ed efficace, il lettore può ritrovare quella realtà raccontata spesso nelle pagine di cronaca senza avvertire gli stessi toni cruenti, ma lo smarrimento di un adolescente in preda ad un turbinio di emozioni.

L’irrequietezza di Cesare e la solarità di Stella, la sua passione per la scrittura e la lettura, la dedizione per lo studio, le amicizie sincere e genuine della ragazza come Lucia che sentiva in cuor suo che qualcosa sarebbe accaduto, non trovano mai fra loro un punto d’incontro. Cesare tentava di controllare tutto di Stella perfino i suoi pensieri mentre lei si ripeteva che “L’amore può essere soltanto libertà”.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook