Francesco Floris
Occident Ex-Press
3 Febbraio Feb 2016 1419 03 febbraio 2016

La Lega crolla sulle "ronde padane", bocciata la mozione pro-vigilantes

Ronde
Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images

Volevano chiamarle “associazioni di volontariato per l'osservazione del territorio”. Fuori dal gergo burocratico del Pirellone, alla fine, si trattava delle “ronde”, quelle di cui si parla da anni. Nel tempo di nomi ne hanno avuti parecchi: “controlli di vicinato”, “sentinelle”, ma sempre ronde restavano.

Perché secondo i consiglieri del gruppo “Maroni Presidente” in regione Lombardia, era questa la soluzione a microcriminalità, aggressioni scippi, molestie, stupri e ai vari problemi di scarsa sicurezza che affliggono i centri meno popolati della regione.

Ronde che servivano anche a sopperire alle mancanze di organico nelle forze dell'ordine – scrivono i leghisti nella delibera presentata in via Fabio Filzi il 20 gennaio. Ma questa volta la maggioranza maroniana in consiglio non è bastata: la proposta di Lara Magoni – ex sciatrice e prima firmataria della proposta – che chiedeva alla giunta Maroni di impegnarsi nel fornire linee guida, comunicarle agli enti locali lombardi, istituire un registro regionale per le associazioni dei novelli vigilantes e incentivare il coordinamento fra polizie locali e volontari, è andata sbattere contro un muro.

31 voti a favore e 38 contro, una bocciatura secca e non se ne parli più.

“Controlli di vicinato”, “sentinelle”, “associazioni di volontari per l'osservazione del territorio”: capriole linguistiche pur di non chiamarle “ronde”. Che da oggi vanno in soffitta: bocciata la mozione dei maroniani, che vanno sotto in consiglio regionale per la seconda volta in poche ore

Le opposizioni esultano, perché è bastato il voto contrario di Partito democratico e lista Ambrosoli, combinato con l'astensione del Movimento cinque stelle, per mandare sotto la maggioranza. Per la seconda volta in poche ore. Anche una mozione del movimento fondato da Beppe Grillo – da ieri sera di nuovo in tour per l'Italia, questa volta in qualità di comico – è passata con il supporto di qualche franco tiratore: una mozione per limitare l'utilizzo della facciata del Pirellone a uso e consumo di Maroni&Co. Da oggi sarà un po' più difficile vedere scritte come quella “Family day” sulle pareti di Palazzo Lombardia.

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