Carla Ardizzone
Big city life
4 Febbraio Feb 2016 1500 04 febbraio 2016

Me ne vado per un po'

Locandina Huibao

Foto: Nepal, Montagne a nord di Namchee Bazaar (credit Igor Mozzilli)

E’ un momento, questo, in cui si pensa spesso che a decidere di lasciare un posto di lavoro sottopagato e sfruttato, in nero, senza tutele né garanzie, per decidere di dar vita ad un progetto personale, si perda qualcosa. A meno che tu non sia uno startupper (e trovi i soldi per esserlo), certo. Così schiere di giovani scontenti si piegano alle regole del mercato del lavoro, dove anche le pizzerie fanno contratti a stage per servire ai tavoli, e le boutique per piegare le magliette.

Abbiamo il diritto di sognare qualcosa di diverso?

Igor quel lavoro l’ha lasciato davvero. Quello lì, si, di quel tipo che ci stanno facendo ingoiare a forza: in nero, senza garanzie, senza futuro. Ha lasciato la fidanzata, il cane, la famiglia, gli amici. Per andare dove? Nessuno lo sapeva davvero. “Me ne vado per un po’, forse in India”, diceva. Ma tutti sapevano che non sarebbe finita lì, fin dall’inizio.

Otto mesi, 16 stati, 30mila chilometri, 2 terremoti disastrosi. Un lungo cammino prima di tornare a casa e dopo essere sopravvissuto.

Era da poco in Nepal quando, quel 25 aprile del 2015, la terra tremò e un intero paese ne fu devastato. Su un ripido sentiero di montagna, ha visto le montagne rompersi e cadere giù.

Ha pensato: sono morto.

Non è morto, ma qualcosa è cambiato. Così, quell’areo per tornare a casa non lo ha preso mai. Ha offerto invece le sue braccia alla gente dei villaggi e delle città rase al suolo, in cambio di...un sorriso.

Da lì, con la sua tenda e il sacco a pelo, ha cominciato poi il percorso on the road. Nello zaino, la macchina fotografica e un’ispirazione: Tiziano Terzani e “Un indovino mi disse”. Ha attraversato il sudest asiatico e la Cina, per poi raggiungere la Mongolia e salire a bordo della Transmongolica e della Transiberiana per giungere fino alle montagne degli Svaneti in Georgia. Poi l’Armenia, la Turchia e l’Europa dell’Est e infine Roma.

E’ qui che la scelta di continuare il suo viaggio si è fatta progetto: mantenere fede ad una promessa e restituire al Nepal ciò che è stato tolto. Restituire al Nepal la gentilezza che ha saputo dare in un momento di grave sofferenza.

Oggi Igor Mozzilli mette in mostra le belle fotografie di un viaggio incredibile. Perché più che un viaggio, è stata una missione.

Huibao”, per l’appunto “restituire” in cinese, è il titolo della mostra itinerante in tutta Europa, finanziata grazie al crowdfunding. Con il frutto della sua avventura, ha avviato una raccolta fondi per le associazioni di volontariato che lavorano in Nepal, cercando di aiutarle a costruire un futuro per quel paese ancora distrutto.

Il fotografo sarà personalmente presente alla prima tappa della mostra, il 6 febbraio al Millepiani, nel quartiere Garbatella, a Roma. Non si tirerà indietro davanti alle domande e ai perché.

N.B. A fare quel lavoro che ha lasciato, sì, sempre di quel tipo lì, non ci è più tornato.

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