Antonio Fiore
Bar Lezzi – dal 1924
4 Febbraio Feb 2016 1250 04 febbraio 2016

Morricone ti voglio bene

Ennio Morricone

Si può voler bene a qualcuno che, in tutta onestà, non si conosce? Potrebbe essere stima, al massimo. Invece, credo, che si possa voler intimamente bene a qualcuno anche senza conoscerlo. Questo prescinde dalle infatuazioni giovanili o dal collega del piano superiore che non degna neppure di uno sguardo. Parlo di un voler bene che è ottimamente rappresentato da quella parte di retta delimitata da due punti: emozione e musicalità della stessa.

Con Ennio Morricone è così. Un bene sincero e profondo per chi, inconsapevolmente, è riuscito a mettere in musica - una musica più esaustiva di mille parole peregrine - quelle emozioni connaturatamente umane. Laddove Sergio Leone ha donato all'immortalità gli sguardi, le bocche stoppose ed i sigari, Morricone, oltre ad abbracciare elegantemente il tutto, è stato artefice della "depellicolizzazione" della musica trascendendo ad un livello più alto ma in una dimensione più quotidiana.

Perché se è vero, come d'altronde è, che Morricone cadenza con estrema genialità una moltitudine di progetti musicali, credo che sia anche vero che è riuscito a dare musica anche a quelle immagini che fanno parte del vissuto personale di ognuno di noi. Non parlo di semplice composizione o esecuzione. Mi riferisco, invece, all'assoluta e quanto mai atipica capacità di rendere cinematografico l'io più intimo. Per me è stato così e lo è tutt'ora.

Con un sorriso ricordo la Strada Provinciale 154, quella che collega la SS 653 con la SS 598 passando da Colobraro e Tursi, ed un doloroso flauto di Pan che eseguiva "Cockey's Song". Il dolore divenne miele in un pomeriggio di Febbraio che per un istante non si confermò un mese sleale.

Infine, solo per non risultare oltremodo prolisso, voglio bene ad Ennio Morricone per quella sua commozione, sincera e sentita, quando gli fu consegnato l'Oscar alla Carriera. L'amore per la musica applicata e la sue personale estetica delle note che inciampa in uno sguardo alla moglie Maria. Gli amori possono prescindere dalla sessualità o dalla semplice unione. Vi è condivisone e ginnastica delle emozioni e crescita. Questo l'ha detto tardivamente ma c'è stato insegnato dalla sua musica.

Dovremmo volere bene tutti al Maestro e non solo per quella sciocco e consumato senso di italianità. Vado oltre: si vuole bene ad una persona perché è stato, per ognuno di noi, un pionere ed un avventuriero. E' riuscito a perlustrare l'abisso dell'animo umano, del nostro animo, senza piantare bandiere e senza proclamare conquiste geografiche.

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