Cristiano Bosco
Vanilla Latte
8 Febbraio Feb 2016 2237 08 febbraio 2016

Con un pranzo all-american, la sobrietà di Mattarella si fa notare anche negli USA

2

La rinomata – e più volte decantata – sobrietà del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si fa notare anche oltre Atlantico. A Washington sarà probabilmente difficile trovare delle Fiat Panda con cui girare per la città, ma questo non ha di certo impedito al nostro Capo dello Stato di mantenere il suo caratteristico basso profilo anche al di là dell'Oceano, nel corso della sua visita negli Stati Uniti.

Prima di essere ricevuto dal Presidente Barack Obama alla Casa Bianca, infatti, Mattarella ha fatto tappa non in uno sfarzoso ristorante di lusso, né da un illustre chef italiano d'oltreoceano, bensì in una vera e propria istituzione dell'enogastronomia locale. Come racconta la giornalista Helena Andrews-Dyer sul Washington Post, l'inquilino del Quirinale ha optato per il “Warehouse Bar & Grill” nel centro storico della città di Alexandria, in Virginia, poco lontano dal fiume Potomac. Per l'occasione, si legge sul quotidiano, “King Street è stata bloccata al traffico, con dozzine di SUV neri parcheggiati al di fuori”.

A dare notizia della visita di Mattarella, a quanto pare, sarebbe stato lo stesso titolare del ristorante, Hossen Pishdat, contattato tre settimane or sono dall'Ambasciata Italiana, che nei giorni seguenti ha poi ordinato un menù personalizzato. Quando la cronista ha chiesto al padrone del locale per quale motivo abbiano scelto proprio il “Warehouse” - uno dei luoghi più popolari dell'area, “casual ma elegante”, e dai prezzi decisamente accessibili - questi ha risposto candidamente di non averne idea, ma che in passato, da quelle parti, sono passate personalità del calibro di Kevin Bacon, Jane Seymour e Robert Duvall, oltre alla famiglia Clinton. Grandi estimatori, evidentemente, della cucina di Sert Ruamthong, chef di origine thailandese, da oltre vent'anni dietro ai fornelli del locale di Alexandria.

All'elenco degli ospiti illustri, si aggiunge anche il Presidente della Repubblica. Il quale, riporta Patch.com, era a capo di una delegazione di 34 persone. Anziché fare come quei turisti italiani che, una volta all'estero, sono così affezionati ai gusti di casa da cercare ristoranti dove mangiare spaghetti e pizza, Mattarella si è buttato sul “Warehouse”, noto per le steak e il pesce fresco, puntando su alcune specialità a stelle e strisce, su tutte la zuppa di granchio (femmina), il tutto accompagnato da un vino rosso rigorosamente americano.

Al termine del lunch di circa due ore, scrive ancora il Washington Post, il Capo dello Stato e il suo entourage hanno fatto tappa alla National Gallery, soffermandosi in particolare su una scultura di Alessandro Magno, in esposizione a Washington solo temporaneamente, poiché in prestito da un museo di Napoli.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook