Paola Bisconti
Anam
9 Febbraio Feb 2016 1503 09 febbraio 2016

Dieci Bici. La bicicletta nell'era delle smart city

Dieci Bici

Con “Dieci Bici. La bicicletta nell’era delle smart city” edito da Imprimatur, Federico Del Prete propone ai lettori un nuovo libro che esalta l’importanza dell’utilizzo delle due ruote prediligendolo come mezzo di trasporto. L’autore con piglio ironico e divertito presenta ben dieci modelli di bici descrivendo le caratteristiche, esaltandone le qualità e soffermandosi su tutti gli aspetti utili per scegliere oculatamente una tipologia da utilizzare nella propria quotidianità.

“Dieci bici” racconta come la bicicletta potrà salvare il mondo. È un’immagine non così utopistica se pensiamo che la mobilità ciclistica è già avviata in molte nazioni e prediligere la bici all’auto è diventata ormai una consuetudine mentre l'Italia risulta essere il Paese con più auto private al mondo, siamo condizionati da una motorizzazione di massa senza eguali. Si tratta di una dipendenza veramente grave se pensiamo alle conseguenze in termini di inquinamento che questo uso e abuso dell’auto crea.

Assodata l’importanza della bici e i vantaggi che se ne traggono dal suo utilizzo, Del Prete ci tiene a ribadire che il libro non è un saggio a carattere scientifico ma una piacevolissima narrazione nella quale si sofferma su una delle più importanti sfide di questi tempi offrendo dati importanti come le statistiche finora stilate per illustrare la preferenza di alcune tipologie di biciclette, narrando episodi da lui vissuti, facendo riferimento a fatti storici o richiami alla musica e al cinema dove la bici ha avuto un ruolo scenografico straordinario. Fra tutte le pellicole è indimenticabile “ET” dove Spielberg usa una bici come simbolo di bellezza e libertà contro l’impaccio stradale che le automobili creano nelle nostre città.

Dalla bici reclinata definita la più stramba, atipica e anarchica, a quella pieghevole intesa come l’emblema di una identità di cittadino, per passare alla city bike decisamente molto comoda grazie al manubrio dritto e largo, si giunge alla bicicletta da corsa, a quella a scatto fisso, da viaggio, a pedalata assistita, quella senza pedali perfetta per i bambini sotto i tre anni, senza tralasciare la mitica mountain bike e la Bmx. Il testo interessante e ben strutturato e fondamentale si conclude con un capitolo di approfondimento sul bike sharing e il bike surfing, strategie di economia della condivisione che puntano sull’utilizzo della bicicletta pubblica.

Compiendo un vero e proprio viaggio in questo straordinario mondo legato alla bicicletta, si comprende come spesso a demotivarne l’uso è solo una pigrizia insita nella abitudini dei cittadini che dinanzi alla pioggia o al forte caldo preferiscono l’automobile. Non meno trascurabile è l’aspetto relativo alla mancanza di rispetto dei ciclisti da parte degli automobilisti che spesso si comportano in modo pericoloso sulla strada. D’altronde le strade sembrano essere state progettate esclusivamente per gli automobilisti. Per non parlare della miriade di buche che si incontrano. Questo accresce la paura degli incidenti, ma è una paura che bisogna vincere perché la bicicletta non è solo un veicolo ma “un amplificatore di personalità”, essa è un universo anzi un “multiverso”.

Federico Del Prete, un inguaribile ottimista con un’energia contagiosa, sa bene come invogliare i pigroni e i sedentari a salire in sella: l’estetica, la leggerezza, la praticità, la comodità fanno della bicicletta un mezzo del quale una volta maneggiato non ci si separerà più. Perché? Perché “la bicicletta è la grande scommessa della mobilità individuale dei nostri tempi, è una realtà che viene dal passato prossimo per diventare il nostro futuro. È semplice, leggera, economica; migliora la qualità dei nostri spostamenti, aumenta il nostro benessere e quello degli altri; è un motore di rinnovamento anche per le nostre città”.

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