Francesco Floris
Occident Ex-Press
11 Febbraio Feb 2016 1547 11 febbraio 2016

Bambini asmatici e case popolari: la “sinistra” di Milano gli ha dichiarato guerra

Manifestazione Sfratti
Giuseppe Ciccia/Pacific Press/LightRocket/Getty Images

Il parco giochi delle primarie è finito e la realtà torna a bussare alla porta di Milano. La realtà delle case popolari, dei 10mila alloggi ERP vuoti in città e dei 70mila appartamenti privati sfitti.

I fatti: martedì 2 febbraio, in via Barzoni 20, zona Corvetto viene sgomberata una famiglia di quattro persone, fra cui due bambini, uno di 4 anni e l'altro di 9 mesi. Una ha la bronchite e l'altro problemi respiratori cronici. Sono occupanti abusivi da più di cinque anni in un quartiere di case MM – la società controllata al 100 per cento da Palazzo Marino, che da novembre 2014 ha preso in carico il patrimonio immobiliare comunale. Lo sgombero dura cinque ore. Viene chiamato un medico che non rilascia certificati. I carabinieri e gli ispettori di MM chiamano l'assessorato alla casa di Daniela Benelli (Sel) per sapere se proseguire, viste le condizioni di salute dei ragazzini. Arriva il nulla osta. Viene anche inviato un medico che non rilascia alcun certificato.

Sono una sessantina di case d'amianto quelle del Corvetto. Almeno sui tetti. Si scopre che sull'area esiste un piano di espansione e riqualificazione disatteso dal 2013. Un piano da 16 milioni di euro, quasi tutti provenienti da un bando ministeriale del 2008, con cui l'ex assessore Castellano – oggi in Regione – intendeva costruire 60 nuovi alloggi di edilizia popolare e sociale, oltre che bonificare gli appartamenti esistenti. «Il progetto verrà definito dagli architetti del politecnico», così si esprimeva Lucia Castellano quasi tre anni fa davanti ai residenti di via Barzoni, il consiglio di zona 4, Unione Inquilini, Politecnico, Regione Lombardia e Aler – quando le casa ancora non erano passate alla gestione MM. Poi il deserto.

La famiglia sgomberata viene messa in una comunità in piazzale Cuoco. L'assessorato si difende sostenendo che su quella famiglia grava una sentenza che impone di abbandonare l'appartamento. I sindacati attaccano: quella sentenza è stata impugnata in appello e a norma di legge non è esecutiva fino all'ultimo grado di giudizio. Due giorni dopo, giovedì 4 febbraio, carabinieri e MM entrano di nuovo in casa. Sfasciano tutto. Perché? Per ristrutturala – sostengono. È già stata assegnata e a marzo entrerà una famiglia. Staremo a vedere.

Una settimana dopo è di nuovo il Corvetto al centro delle polemiche. Via Osimo 2: ancora una volta due minori di tre anni e 18 mesi. Ancora una volta il più piccolo è asmatico. MM manda un suo medico. “Tutto a posto, si tratta di un'esagerazione” è il parere del luminare. Questa volta gli attivisti per diritto alla casa fotografano la scena con il telefono, in modo tale che ognuno possa farsi un'idea. E chiamano l'ambulanza. I paramedici ricoverano il bambino. Alla madre e i due figli viene proposta una comunità fuori Milano, a Cremona. Di quelle che costano alle tasche pubbliche dai 70 euro al giorno in su. La madre chiede almeno la comunità a Milano per poter continuare a mandare il figlio nell'asilo dove ha cominciato. Si vedrà.

Due singoli casi, come ne accadono a dozzine. Nelle stese ore in cui, a San Siro, lo sgombero di una palazzina Aler è stato bloccato e gli attivisti del Residence sociale Aldo dice 26X1la più grande comune abitativa di Milano, dentro un palazzo Alitalia a Sesto Marelli, abbandonato dal 2008 perché finito nell'infausto affare della bad company, la parte “marcia” lasciata in eredità ai contribuenti dalla compagnia di bandiera – hanno protestato davanti a Palazzo Marino contro la minaccia di sgombero nei loro confronti.

Nei due casi precedenti si parla di case Metropolitana milanese – la multiutility comunale nei confrinti della quale i candidati alle primarie del centrosinistra si sono prodigati in una serie infinita di elogi – non di Aler, né di Regione Lombardia, Maroni o quant'altro. L'assessore Balzani – la stessa che potrebbe spiegare che fine hanno fatto quei famosi 16 milioni di euro per riqualificare via Barzoni – in un'intervista ha spiegato come vorrebbe che tutte le case Aler a Milano passassero sotto la gestione MM. Perché? «Perché con MM stiamo combattendo le occupazioni abusive». Mettendo le persone in comunità e spendendo il triplo dei soldi – ci sarebbe da aggiungere. Sempre tenendo presente che a fine novembre del 2014, in prefettura, venne firmato un accordo per bloccare gli sgomberi nei confronti di tutti i nuclei familiari occupanti di lungo periodo, cioè le occupazione precedenti al novembre 2014. Per queste famiglie si sarebbe tentata la strada della regolarizzazione e dei 34 comma 8, l'articolo della legge regionale che permette alle famiglie in stato di necessità di non essere messe per strada. L'assessore Balzani probabilmente non lo sa perché in giunta ci è arrivata tardi e comunque l'ha frequentata poco, ma i suoi “strateghi”, come Paolo Limonta, dovrebbero saperlo visto che a una manciata di giorni dalle primarie si recavano proprio nel Corvetto, come segugi, a caccia di voti “de sinistra”.

Ora che la caccia è finita – peraltro premiando mister Expo, Giuseppe Sala – più difficile incontrarli per i quartieri a “consumarsi le suole”.

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