Erika Scafuro
L'onda perfetta
11 Febbraio Feb 2016 1757 11 febbraio 2016

Il riflesso

Il Riflesso

Si sono innamorati l'uno dentro al riflesso dell'altra. Seduti su un autobus diretto all’aeroporto, uno di fronte all’altra, era inevitabile che i loro sguardi si trovassero mentre entrambi erano intenti a soffermarsi sul paesaggio che scorreva veloce al di fuori del vetro del finestrino. Il loro primo contatto avvenne nel riflesso di quella superficie, dove lui fece subito suo il sorriso di lei.

Si sarebbero imbarcati su due voli differenti, ognuno al rientro da una breve vacanza che si raccontarono mentre raggiungevano insieme l'area degli imbarchi. Avevano entrambi un'ora di tempo prima della rispettiva partenza e così si ritrovarono ancora riflessi, questa volta sul vetro di un caffetteria affacciata sulla pista dell'aeroporto. E poi si specchiarono ancora nella bevanda che ognuno di loro era intento a stringere fra le mani e sorbire piano per prolungare i racconti, i sorrisi e gli sguardi.

Indossava una t-shirt sgualcita ed emanava un profumo di mare e crema solare, era uno di quelli che prima di partire non rinuncia ad un ultimo bagno. Le raccontò che era stato fortunato ad aver trovato ancora una maglietta pulita, sul fondo dello zaino. L'aveva fatta ridere.

Un lavoro delicato il suo, cardiochirurgo pediatrico. Ridò vita ai cuori dei bambini, le disse. Ma li rendi così forti quei cuori da permettergli di non avere problemi anche quando saranno diventati adulti?, chiese lei.
Se potessi evitargli ulteriori sofferenze lo farei, chissà magari scopro che li rendo invincibili a qualsiasi delusione e allora anziché un difetto, il loro, si rivelerà un privilegio che scopriranno soltanto crescendo.
Se mi concedi di tornare a curare qualche altro cuoricino, ti prometto che il prossimo volo che prenderò sarà quello per venire a trovare te. Glielo concesse.

E poi le disse, quando ci ritroveremo, vorrò visitare tutti i luoghi in cui sei stata così da assorbire profumi, sensazioni ed emozioni che ogni posto ti ha lasciato. Perché solo così potrò innamorarmi completamente di te. E come sai che ti innamorerai di me. Perché lo so.

Lasciarono le loro ombre riflesse sui vetri di quell’aeroporto, si appuntarono qualsiasi informazione fosse utile a ritrovarsi, si salutarono e partirono.

Attese che l’aereo atterrasse ed iniziasse la frenata. Era impaziente di riaccendere il telefono e trovare un suo messaggio. Il cellulare iniziò a vibrare, c’erano familiari ed amici che le chiedevano se stava bene. Un aereo partito dal suo stesso aeroporto si era appena schiantato contro una montagna. Una tragedia. Aprì la pagina di un quotidiano on-line e le bastò leggere il numero del volo. La cintura che ancora non aveva slacciato la teneva ancorata, si stava sentendo male.

Alzò gli occhi al finestrino, fuori pioveva incessantemente. Vide che sulla pista si erano formate alcune pozzanghere. Quando scese le scalette dell’aereo nessuno notò che sul viso di quella ragazza le lacrime si mischiavano alla pioggia.

La loro era una storia durata il tempo di un riflesso sul vetro. Ma le persone che sanno dare valore agli istanti che passano, riescono anche a fare sì che i brevi attimi possano moltiplicarsi. Come quando riempi d’aria un palloncino e, soffio dopo soffio, dai vita ad un qualcosa che si estende nello spazio. O come quando ridoni vita ad un cuore che soffre. Avevano reso eterni quegli istanti trascorsi insieme.

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