Luca Barni
Banchiere di provincia
13 Febbraio Feb 2016 1332 13 febbraio 2016

Renzi, ma lo sai cos'è una Bcc?

Mano E Fiore

Riforma BCC: finalmente ci siamo? Così, come tanti, lo pensavo anch’io: consiglio dei ministri mercoledì sera con conferenza stampa a seguire del premier Renzi dopo un anno di lavoro –con quante riunioni e scambi di documenti non oso immaginare; e del resto il decreto era stato dichiarato urgente nel gennaio 2015–. Ma 24 ore dopo apprendiamo che l’approvazione del provvedimento è stato “salvo intese”, ergo il provvedimento è tranquillamente modificabile prima della sua pubblicazione. Cosa significa? Abbiamo scherzato, vogliamo vedere l’effetto che fa? Torno serio, perché serio è questo decreto che disegna il futuro del Credito Cooperativo.

La domanda che mi faccio è: ma i ministri, Renzi in testa, sapevano quello su cui stavano deliberando? In altre parole, sanno cos’è una BCC?

La domanda che mi faccio è: ma i ministri, Renzi in testa, sapevano quello su cui stavano deliberando? In altre parole, sanno cos’è una BCC? Direi che in un anno c’è stato il tempo per capirci qualcosa, ma evidentemente questo tempo non è stato sufficiente. Allora, mi permetterò un paio di dritte sul mondo cooperativo. Primo: il no profit dell’ Italia è il primo in Europa per numero di addetti (quasi il 10% degli occupati) con un fatturato di oltre 64 miliardi. Secondo: trovo sconcertante che si sia inserito, a scapito del lungo confronto condotto da Federcasse, una clausola sul way out per la richiesta dei pochi che non condividevano la posizione di Federcasse stessa.

Il no profit dell’ Italia è il primo in Europa per numero di addetti (quasi il 10% degli occupati) con un fatturato di oltre 64 miliardi.

Mi sconcerta ancora di più la loro concentrazione in Toscana. Alla faccia del provincialismo di cui ha parlato Renzi a proposito delle BCC. Un atteggiamento, quest’ultimo, che i quotidiani non stanno perdendo occasione di sottolineare, scrivendo di cerchio magico toscano e del renzismo di Paolo Regini, presidente della Banca di Cambiano (che, voglio sottolineare è BCC che sta al di fuori di Federcasse) che ha candidamente dichiarato “… è quello che volevamo…” . Sono cose che riporto; non faccio il giornalista, né esercizio di malizia. Da direttore di una BCC di provincia che valuta in maniera positiva l’impianto della riforma che ci riguarda, concludo guardando avanti. Se devo trovare un aspetto positivo nelle pieghe del “way out” è che questa opzione sembra essere una cartina di tornasole molto efficace; fra i veri Cooperatori che si ribellano al way out e chi lo plaude perché può uscire dalla Cooperazione per diventare una Spa. È pacifico che non vogliano essere più Cooperatori domani, ma è assai dubbio che lo siano stati veramente fino a oggi.

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