Massimo Sorci
Attentialcane
20 Febbraio Feb 2016 0859 20 febbraio 2016

Se Comunione e liberazione sta sia con gli Stuart che con re Giorgio

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Pare che alle comunali di Milano Comunione e liberazione appoggi Giuseppe Sala. E allora che ti fa l’ex ministro Maurizio Lupi, milanese e pure lui di area Cl? L’endorsement per il candidato di centrodestra Stefano Parisi.

Il Corriere della sera gli chiede: scusi ma lei, che è ciellino, non teme spaccature nel movimento? E lui, per niente sorpreso della domanda e anche un po’ scocciato: “Smettiamo di tirare un movimento ecclesiale da una parte o dall’altra”.

Risposta che dal punto di vista teorico non fa una piega. Una cosa, infatti, è l’“educazione alla fede” (come sostiene Lupi), un’altra sono le opzioni politiche. Date a Cesare quel che eccetera eccetera.

Solo che sorge un'ulteriore osservazione. Di comportamento civico prima che religioso. Al netto delle giacchette tirate, non sarà che è proprio Cl a stare una volta da una parte e una volta dall’altra?

Tanto che viene in mente la scelta – tutta politica – che fece Lord Durrisdeer (Il signore di Ballantrae, Robert Louis Stevenson) quando scoppiò la rivolta giacobita nella metà del 700 in Scozia: un figlio coi ribelli e uno a casa a dimostrare lealtà al re. Chiunque avesse vinto, il casato ne sarebbe uscito senza traumi.

Ecco, più che tirare un movimento ecclesiale di qua o di là, pare che sia lo stesso movimento a indicare gli spazi dove vuole essere tirato. Che sono più o meno tutti, specialmente quando il risultato elettorale è incerto.

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