Daniele Grassucci
Dopo Skuola
26 Febbraio Feb 2016 1617 26 febbraio 2016

Effetto Big Bang Theory tra i banchi di scuola

Calcolatrice

Poco più di un ragazzo su due ha scelto di iscriversi a un liceo. Lo dicono i dati del Miur, elaborati sulle richieste online per le scuole superiore di secondo grado, che vedono gli istituti tecnici e professionali stabili (i primi) e in flessione (i secondi). Ma tra chi sale e chi scende, c’è un solo vincitore: il liceo Scientifico, primo tra le preferenze, scelto da circa 1 su 4 di chi, a settembre, inizierà il primo anno delle superiori. Menzione d’onore spetta all’opzione Scienze Applicate, che tra tutti gli indirizzi ha fatto il balzo in avanti più netto rispetto agli scorsi anni, e ai Tecnologici tra i tecnici, che salvano questi istituti dall’inesorabile flessione compensando la discesa degli economici.

Un esercito di Geek pronto a sbarcare a scuola, quindi, tutto social network, serie tv e videogames, con una predilezione per la scienza. Anzi, per l’ I-Tech. Ma il dubbio sorge spontaneo: che sia anche stavolta una questione di moda?

Ma facciamo un passo indietro.

L’impressione è che i genitori e le famiglie, e probabilmente gli stessi alunni, vedano nelle materie scientifiche il proprio futuro. L’equazione “matematica + fisica = occupazione” non è priva di fondamento, e sono effettivamente i laureati in discipline scientifiche (in particolare Economia, Ingegneria, Informatica) a trovare più facilmente un impiego. Vogliamo però aggiungere quella che forse è appena una suggestione, ma da non sottovalutare nell’epoca della società di massa e dell’iper-comunicazione. Partendo da due constatazioni, una più indietro negli anni, una più recente.

Qualche anno fa, molti ormai, alcune ricerche notarono come le iscrizioni o le intenzioni di iscrizione alle facoltà di Archeologia erano favorite dalla presenza sugli schermi di Indiana Jones, accademico più amante delle avventure frusta in mano che dei seminari cravatta al collo. Il secondo caso a conferma delle potenzialità della comunicazione dei media risale all’anno scolastico 2014/2015. Allora i dati del Miur evidenziarono un deciso incremento degli scritti al primo anno dell’Alberghiero, che risultò secondo dietro allo Scientifico con 48.867 alunni. Guarda caso, contemporaneamente approdavano in tv delle nuove e impreviste star: gli chef da reality show. A partire dall’americano Gordon Ramsey fino ai nostrani Alessandro Borghese, Carlo Cracco e via dicendo, la nuova figura dello chef burbero e sexy ha trasformato l’immaginario degli italiani (anche i più giovani) fino allo straordinario successo di programmi come Masterchef. Ebbene, tutto ciò ha avuto più potere di qualsiasi consiglio e corso di orientamento. Cosa pensare dunque oggi davanti al boom delle scuole più “nerd” che ci siano?

Forse la scoperta delle onde gravitazionali e il rinnovato fascino per Albert Einstein hanno avuto un impatto, ma minimo, nella fantasia degli studenti. Più facile pensare all’incidenza (o all’ossessionante presenza, fate voi) degli smartphone e di Internet nella nostra vita. Ma non va escluso però che qualcosa possa essere riconducibile al successo di prodotti televisivi che hanno al loro interno un richiamo alla scienza. Uno per tutti, The Big Bang Theory. Il pubblico della sitcom, arrivata alla nona stagione, è fatto essenzialmente da studenti e ha i contenuti giusti per far capire quanto la fisica e i calcoli possano tornare utili anche in faccende che sembrano ben lontane dalla severità dei numeri.

Vittime della suggestione, alle matricole di Archeologia bastarono poche lezioni per comprendere che il motto del professor Jones, “Se vuoi diventare un bravo archeologo esci dalla biblioteca”, era solo una battuta da film, e ben più utili erano i manuali di accadico e il pennellino per pulire il terriccio. Chissà quanto tempo occorrerà ai ragazzi per scoprire che le equazioni sulla lavagna del professor Sheldon non sempre risolvono le questioni di cuore.

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