Fabio Brinchi Giusti
Parlare con i limoni
29 Febbraio Feb 2016 1211 29 febbraio 2016

Adamo ed Eva e il caso Spotlight

Ho visto al cinema "Il caso Spotlight". Il film, fresco vincitore del Premio Oscar, racconta come si scoprì il sistema di protezione messo in piedi dalla Chiesa Cattolica nei confronti dei preti pedofili.

E' un film tutto sommato ben fatto che racconta la realtà storica senza sbavature o eccessi anticlericali.

La religione ha un ruolo importante nella costruzione dell'identità personale. Fornisce un sistema di valori su cui orientare la propria vita, ti trasmette il senso di appartenenza ad una comunità e di non essere solo. Nel cristianesimo ognuno di noi nasce perché desiderato da Dio e agli occhi di Dio ognuno è speciale, ognuno ha il suo posto nel mondo, ognuno è destinatario di un progetto d'amore. Non è un caso che il cristianesimo si sia diffuso inizialmente soprattutto nelle classi sociali più povere ed emarginate. Nel cattolicesimo poi questa sensazione di anti-solitudine viene esaltata all'ennesima potenza: non solo sei stato creato e pensato direttamente da Dio in persona, ma ti ha anche inserito in una comunità, in una grande comunità in cui c'è posto per tutti (cattolico significa "universale") e che si trova in tutto il mondo. Come puoi essere solo quando hai almeno un miliardo di fratelli? Quando nella maggioranza delle Nazioni c'è almeno una parrocchia, una diocesi, un gruppo di laici? E poi diciamolo le chiese non sono affatto un brutt'ambiente. Chi entra in una chiesa gotica sente subito quella sensazione di infinito che ti abbraccia, niente è più rassicurante al mondo. E spesso le chiese sono accoglienti, c'è sempre un sorriso pronto per te, una pacca sulla spalla. Basta aderire alle regole e sei a posto e non sei più solo, non sei più uno dei tanti individui. Ora sei un desiderio voluto da Dio e sei parte di una famiglia mondiale che ti vuol bene e ti aiuterà a realizzare il sogno che Dio ha avuto per te, solo esclusivamente per te. Anche sei hai sbagliato non importa. C'è sempre una possibilità, Dio continua ad avere fiducia in te. La malattia, la morte, il dolore, la noia, il rimorso tutto può essere affrontato quando hai questa certezza. E infatti quante persone riescono a sopravvivere alle peggiori disgrazie grazie alla Fede? Anzi, sopravvivere non è forse il termine giusto. Quante persone effettivamente vivono, ritrovano la serenità dopo una tragedia che avrebbe abbattuto chiunque? Certo si può avere Fede anche senza la chiesa e si può avere serenità anche senza Fede. Ma non è la stessa cosa.

La cattedrale di Lincoln, UK (wikipedia.org)

La ferita più grande inferta dal caso dei preti-pedofili è stata proprio la distruzione di tutto ciò. Le vittime e non solo loro perdono la sensazione di essere parte della grande comunità. Crolla tutto. Se entrano in una chiesa non sentono più l'infinito che abbraccia ma una rabbia immensa. Come si può essere desiderati da un Dio che poi ti lascia nelle mani di un aguzzino, un aguzzino che agisce nel suo nome, per giunta? Come ci si può sentire ancora parte della grande famiglia, se la grande famiglia non ti vuole, non ti aiuta, ti volta le spalle. Anzi, finisce per farti sentire tu il problema, tu quello che non ha voluto o saputo restare nella grande famiglia. Avevi a disposizione il paradiso Adamo, eppure hai voluto mangiare ad ogni costo la mela. Ora vai fuori dall'Eden, laggiù dove sarà pianto e stridore di denti, dove dovrai lavorare e faticare e partorire con dolore. Una sensazione che non finisce per riguardare solo le vittime dei preti pedofili. Ma in generale riguarda tutti quelli che un giorno si ritrovano con la mela di Adamo fra le mani. Talvolta non hanno colpe, non l'hanno voluto loro. Talvolta prendere quella mela era l'unico modo per non impazzire, per non essere infelici. La grande famiglia è così grande che, se vuoi, ti concede anche qualche possibilità di restare. Se tieni la mela nascosta, se non dici in giro di averla presa, se non racconti la cosa, allora, puoi anche rimanere nella grande famiglia. Rimani però come un dissociato, un ipocrita. E allora o finisci per trovare un senso anche alla tua ipocrisia o finisci per andartene definitivamente. Ma la nostalgia per quell'infinito che ti abbracciava e che poi ti ha respinto, probabilmente, resterà per tutta la vita.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook