Francesco Carini
Homo sum
1 Marzo Mar 2016 1910 01 marzo 2016

Disabili vs Governo: 4-0. Vittoria di civiltà in un paese grottesco

Assistenza Disabili

di Francesco Carini

La storia dell'uomo non presenta altro che un passaggio continuo da un grado di civiltà ad un altro, poi all'eccesso di civiltà, e finalmente alla barbarie, e poi da capo. (Cit. Giacomo Leopardi).

Per il Ministro del Lavoro Poletti, il nuovo ISEE è: «più veritiero e meglio costruito del precedente».

Senza andare troppo lontano, basta comodamente digitare su Google il termine “civiltà” ed aprire il link di corriere.it, per poi leggere il secondo e il terzo significato connesso alla stessa parola:

- Forma elevata di organizzazione sociale raggiunta grazie a un adeguato sviluppo di conoscenze materiali e intellettuali SIN progresso: grado di c. di un popolo;

- estens. Educazione, rispetto per gli altri […].

Seguendo un ragionamento relativistico e guardando alcuni dati, si può sostenere che l’affermazione del ministro è corretta. Il problema sorge quando ci si va a scontrare con l’art. 4 del Dpcm 159/2013 (“Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”.

A causa di questo decreto, le pensioni di invalidità sono state considerate reddito imponibile, oltre ad aver eliminato dalla scala d’equivalenza l’innalzamento di 0,5 punti per ogni disabile a carico. Questi provvedimenti non solo hanno danneggiato migliaia di persone, ma sono risultati deleteri per gli studenti universitari con componenti del nucleo familiare con invalidità superiore al 66%, in virtù di cui sia l’ISEE che l’ISPE sono aumentati. Pertanto, il paventato miglioramento per i controlli effettuati in seguito a questa riforma è stato direttamente proporzionale all’autentica disumanità che ha investito nuclei familiari già sfortunati, per ciò che concerne prestazioni sociali di vario tipo, fino ad arrivare al Diritto allo Studio, che ha visto circa il 30% di beneficiari in meno, gente che per lo più non naviga sicuramente nell’oro e per cui le borse di studio o i posti alloggio persi sarebbero stati un’occasione per elevarsi socialmente e culturalmente, magari regalando in alcuni casi, attraverso un’agognata laurea, un sorriso ad un nucleo che spende buona parte del reddito per curare uno o più familiari disabili.

Poletti ha sostenuto che si trattava di una normativa del precedente governo e approvata dal parlamento, ma lo stesso esecutivo di cui fa parte dovrà alla fine rivedere la sua posizione, dopo essersi appellato al Consiglio di Stato alfine di ribaltare le tre sentenze del Tar del Lazio (2454, 2458 e 2459 dell’11/02/2015), che aveva già dichiarato illegittimo lo stesso DPCM nella parte in cui fissa le regole e i criteri del calcolo per le famiglie in questione.

Come recita la sentenza, nel nuovo ISEE le pensioni non sono state considerate un sostegno al disabile, bensì un’irragionevole remunerazione, in contrasto anche con l’art. 3 della Costituzione:

“Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Cosa si deve pensare davanti ad un governo che ha tentato di legittimare una situazione che ha danneggiato disabili e ceti svantaggiati? Il credo politico e le ideologie dovrebbero essere messe da parte, perché qui non si parla né di voti, né di potere, bensì di reale sussistenza e diritti basilari, a causa del cui danneggiamento vengono lesi la dignità personale e i fondamenti stessi dell’uguaglianza.

Non solo, in moltissimi casi le pensioni di invalidità costituiscono di base dei ridicoli mezzi per tamponare pesanti esborsi in cure e farmaci, ma sono stati anche ritenuti reddito… Sì, reddito!

Pensarci mette già i brividi. Portatori di handicap sono stati considerati praticamente alla stregua di lavoratori, il cui privilegio è stato quello di partire da una posizione svantaggiata, con aspettative di sopravvivenza (non di vita) e con contributi che, escludendo le pensioni di accompagnamento, non permettono di mettere a tavola tre pasti giornalieri.

Questa non è civiltà, questa non è umanità, va contro i principi stessi del vivere civile. E non ci vogliono un sindacalista o un comunista per comprenderlo o spiegarlo, basta essere uomini e riappropriarsi del concetto stesso di Humanitas, sviluppatosi proprio in quella Roma dove il governo ha tentato di opporsi ad un diritto di persone svantaggiate, che hanno vinto per la quarta volta consecutiva dopo i tre successi ottenuti al Tar. No, questa non è civiltà.

La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. (Cit. Sandro Pertini)

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