Alessandro Oliva
Viva la Fifa
3 Marzo Mar 2016 1014 03 marzo 2016

A Rio 2016 ci sarà anche il team olimpico dei rifugiati

Rio

Non solo i padroni di casa del Brasile, le grandi potenze (come Russia, Usa, Cina) e i nuovi grandi ricchi come il Qatar. Ai Giochi Olimpici di Rio 2016 ci saranno anche gli atleti rifugiati. Saranno riuniti sotto un'unica grande nazionale, un team, per volere del Cio, che lo ha annunciato il 2 marzo. Thomas Bach, numero uno del Comitato Olimpico Internazionale, ha dato così seguito alla promessa fatta lo scorso ottobre, quando ne aveva annunciato la futura creazione.

L'Executive Board del Comitato Olimpico Internazionale ha stabilito che quella che sarà nota come Refugee Olympic Athlets (Roa) verrà trattata come una qualunque altra nazionale. Avrà diritto ad insediarsi nel villaggio olimpico, con tabnto di cerimonia di insediamento. Come vessillo adotterà la bandiera olimpica (sfondo bianco con cinque cerchi), così come userà l'inno olimpico per le eventuali cerimonie di consegna di medaglia ad uno dei suoi atleti. Inoltre, sfilerà nella cermonia di apertura dei Giochi, ma lo farà prima dei padroni di casa del Brasile.

Il Cio provvederà a fornire al team rifugiati le divise perle varie competizioni, oltre che ad assemblare un team di allenatori in grado di fornire al team tutte le specifiche tecniche necessarie. Le spese di viaggio verranno coperte dall'Olympic Solidarity e, come tutti gli atleti, anche quelli del Roa saranno controllati dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping.

L'Olympic Solidarity fornirà anche assistenza a tutti quegli atleti rifugiati che vorranno partecipare alle qualficazioni per i Giochi. Il numero dei candidati (43 in tutto) è già stato identificato e solo in casi eccezionali verranno accolte nuove domande. Secondo le stime del Cio, il team di rifugiati dovrebbe alla fine essere composto da un numero di atleti compreso tra i 5 e i 10. L'importante sarà partecipare. Ne hanno diritto tutti.

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