Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
18 Marzo Mar 2016 1727 18 marzo 2016

SCOMPARE DALLE SCENE FRANCA VALERI E COMPARE IPPOLITA BALDINI

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In foto: in alto Franca Valeri - in basso Ippolita Baldini

Molti dicono che Milano è una città noiosa. Probabilmente hanno ragione ma, da qualche anno, è ritornata nella nostra città la moda del teatro e, soprattutto i giovani, lo preferiscono spesso al cinema. Il teatro diventa fondamentale per l'anima di una città quando entra all'interno della sua cultura e dei suoi rapporti sociali. Sotto questo profilo Milano ha una grande tradizione: nel dopoguerra due compagne di scuola, nate ambedue nel 1920, Franca Valeri e Billa Pedroni (poi sposata Zanuso) hanno dato vita a un teatro di satira del costume della borghesia ambrosiana di straordinaria efficacia, partendo durante gli anni del liceo. Erano gli anni anche del Derby Club e di tutti i cantanti satirici che lo frequentavano. Una stagione culturalmente straordinaria che poneva di fronte alla borghesia produttiva ma rozza dei Commenda, una schiera di giovani artisti accanitamente ironici e irrispettosi. Tutto ciò non nasceva per caso, infatti dietro a loro c'era Carlo Emilio Gadda, “Le note azzurre” di Carlo Dossi e, soprattutto, i grandi poeti in lingua milanese Carlo Porta e Delio Tessa. Oggi tutto questo sembra acquietarsi in un buonismo generale dove la critica al costume non esiste quasi più.

Quasi più perché improvvisamente tra i salotti dolciastri milanesi è comparsa Ippolita Baldini (nome d'arte di Roberta Calcagno). È comparsa con gli stridori di Franca Valeri e tutta la carica di ironia della storia della letteratura milanese. Si tratta di una “giovane bene” che ha studiato, contro il parere della sua famiglia, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico passando per New York dove ha imparato la tecnica del “teatro a casa”. Le hanno dato a New York un fallo di bronzo in mano e buttata semi vestita in un salotto di americani pieni di gin tonic e di accenti sofisticati della Quinta Strada. È ritornata a Milano una ragazza acida e forse sofferente come sono i grandi comici. Cattiva, e spero lo diventerà di più, come deve essere chi fa la satira della società.

Per noi che amiamo Proust e Celine e non ci piace de Saint-Exupéry è stata una rivelazione che ci ha aperto il cuore e sanato, non del tutto naturalmente, il sentimento di amore sprezzante per questo conglomerato urbano che una volta era la nostra città.

La Baldini è giovane e potrebbe anche peggiorare come ha fatto Testori, il grande Testori, che è finito in Comunione Liberazione o come ho fatto io che sono finito a votare PD. Speriamo che si incattivisca di più, che sia leggera nel dare la pugnalata ma perfida, di fare insomma quello che hanno fatto tutti coloro che ho nominato qui sopra. Sappia però che tutto ciò ha un costo: la permanente tristezza dell'anima del comico.

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