Rosario Pipolo
L'ambulante
21 Marzo Mar 2016 1000 21 marzo 2016

Le prime dieci primavere di Twitter che hanno cambiato la vita all'informazione

Jack Dorsey Twitter 10 Anni
Il primo cinguettio della storia dei social è di Jack Dorsey, padre-fondatore di Twitter. Era il 21 marzo 2006.

La lavatrice dei social network ha ristretto la nostra vita in 140 caratteri, in particolar modo quella di noi giornalisti e blogger. Quando il 21 marzo 2006 Jack Dorsey, padre-fondatore di Twitter, cinguettò per la prima volta, in tanti si persero il primo mattoncino del microblogging che avrebbe dato una svolta all'informazione. Il simbolo # era ancora relegato al “cancelletto” della tastiera del telefono e soltanto nel 2007 sarebbe stato promosso ad hashtag da Chris Messina.

Molti di noi provenienti dalla stampa quotidiana, palestrati alla microscopica sintesi di una notizia in una manciata di centimetri quadrati di carta, fummo calamitati da Twitter. Cominciavamo a tenere d'occhio la timeline, nonostante l'alba del cinguettare fosse soltanto in inglese e giapponese. Nelle redazioni online italiane gli editori miopi e strabici ci dicevamo di non perdere tempo con quelle “cialtronerie da smanettoni”, perché sarebbero durate il tempo di una stagione.
Le profezie sono andate nel senso opposto: Twitter, dopo aver attraversato dieci primavere, si conferma la svolta dell'informazione nel nuovo millennio. I piccoli e medi giornali online di allora, con la puzza sotto il naso verso i social network, sono stati annacquati dall'omologazione e spodestati dal trono di start up innovative.

Il 29 aprile 2007 lo sbarco di @BarackObama ha aperto una nuova pagina della politica nell'arena dei social network: la vittoria del primo inquilino afro-americano della Casa Bianca si è giocata qui e il dibattito sulle grandi questioni di politica interna ed estera in cinguettii da 140 caratteri. Mano a mano che i colossi dell'editoria mondiale cominciavano a cinguettare, l'edicola diventava sempre più twitterina, ridisegnando l'ecosistema delle news, senza i rimbalzi da una pagina web all'altra.

L'informazione di regime ha tremato in tanti angoli del pianeta, incluso il Medio-Oriente, perchè Twitter ha messo in moto la più grande rivolta digitale contro la censura: nel 2009, infatti, l'Iran di Mahmud Ahmadinezhād è stata smascherata proprio con centinaia di cinguettii, per giunta più rumorosi delle pallottole sparate contro la gioventù ribelle, riflessi in un territorio virtuale sotto le sembianze di una nuova Tienanmen.

Le grandi catastrofi planetarie, come il terremoto ad Haiti del 2010, sono state gestite grazie anche al supporto della community di Twitter, dallo scambio di informazioni utili per l'intervento dei soccorsi alla localizzazione degli aiuti umanitari.
Persino la lotta al terrorismo ha avuto i suoi risvolti social in formato microblogging: Gli attacchi di Parigi del 2015, dall'attentato a Charlie Hebdo all'orrida macelleria del Bataclan, hanno generato un grande spirito di solidarietà sulla piattaforma dell'uccellino attraverso l'hashtag #PorteOuverte e il contributo di tantissimi account alla ricerca degli oltre cinquecento tra feriti e dispersi nella tragica sera del 13 novembre.

Twitter non è stata una moda, ci ha cambiato la vita, si è inventato il social sport e la social tv, ha appiccicando il real-time al timer della nostra quotidianità privata e lavorativa. Del resto noi giornalisti con l'occhio lungo al cip-cip abbiamo twittato con tre quarti d'ora d'anticipo la notizia della scomparsa dell'ex Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro. Era il 29 gennaio del 2012 e in Italia questo sorpasso mediatico rispetto alle agenzie di stampa non era mai accaduto prima.

Twitter resta tutt'ora il megafono prediletto dall'informazione, nonostante la riduzione di intelligenza democratica degli algoritmi o certi ripieghi di irritante somiglianza a Facebook. Dopo le cadute ballerine in Borsa, i profeti del business faticano a vedere un futuro roseo per l'azienda nata a San Francisco dieci anni fa.
Il 3 marzo la Mela morsicata di Cupertino ha aperto l'account @AppleSupport per le problematiche tecniche. Non sottovalutiamo il segnale di Apple. Che questo compleanno speciale sia di buon auspicio.

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