Paola Bisconti
Anam
30 Marzo Mar 2016 1436 30 marzo 2016

Trattato sui vini

Trattato Sui Vini

Si intitola “Trattato sui vini” il libro di Arnaldo da Villanova tradotto da Manlio Della Serra con un testo inedito di Michele Trionfera recentemente pubblicato da Editrice Armillaria in collaborazione con l’azienda vitivinicola Tenuta Montemagno. Il testo il cui titolo originale è “Liber de vinis” è stato scritto da un medico, alchimista e politico catalano, influente consigliere del re di Aragona e di Sicilia nonché medico di Bonifacio VIII. In seguito alla sua morte alcuni libri furono bruciati dall’Inquisizione tranne il suo “Trattato sui vini” dove Arnaldo descrisse con dovizia, le proprietà e le virtù del vino medicamentoso.

Villanova ha raccolto in questo libricino studi, credenze, saperi riguardo il vino, su come si può degustare, preparare e conservare. Numerose sono le ricette da lui offerte e meticolosamente riportate con relativo testo originale in latino. Considerato soprattutto nell’antichità come un medicinale, il vino era ritenuto un vero e proprio rimedio per qualsivoglia patologia. Al centro degli esperimenti basati sull’alchimia o sui procedimenti della medicina, il vino ha avuto un ruolo indiscusso nella storia.

In questo trattato nel quale si parla ampiamente della vite, dell’uva e del mosto si apprende come i medici attribuirono al vino la proprietà di trasformare il sapore delle medicine e su come esso potesse giovare sia ai giovani che agli anziani, così come alle donne e ai bambini. Fondamentale risultava essere questa bevanda per i melanconici, i malati di cuore, gli anziani o per chi soffriva di cuore. Tutto ciò arricchisce le conoscenze del lettore che può intravedere già nel Medioevo le basi di quella che potremmo definire vinoterapia.

Lungimiranti sono i titoli che Villanova ha affidato ad alcune ricette. Ricordiamo il Vino mirabile, Vino cordiale, Vino d’oro o ancora Vino detergente, Vino colorante perfetto per colorire le guance delle dame e via discorrendo. Il trattato sui vini è quindi un utilissimo ricettario dal quale trarre spunti anche filosofici necessari per ricostruire un quadro storico culturale dell’poca.

Interessante è poi il racconto “La vigna di Laccetto” scritto da Michele Trionfera che conclude l’opera dove si narra la storia di un contadino buono e laborioso intento a difendere instancabilmente la vigna dai dispetti della natura e dall’avanzare del cemento. L’amore che il buon uomo nutre verso la terra appare come un ritorno al grembo materno. Nella forma delle foglie così come negli acini d’uva e nelle contorte espressioni dei tronchi Laccetto ritrovava assonanze con il corpo della madre e per questo venerava e difendeva quella pianta con tutto se stesso.

Il notevole lavoro di Manlio della Serra ci ha permesso di reperire un antico testo di rara bellezza e di fondamentale importanza non solo sulle conoscenze del vino ma anche sul modo del tutto singolare di argomentare la tematica.

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