Simone Migliorato
Coloro che si gettano nel fuoco
1 Aprile Apr 2016 0000 31 marzo 2016

Gentrificare NoLo

Periferie Milano

Mia nonna, mia zia ed un’altra mia zia abitavano nello stesso palazzo. Nello stesso quartiere dove era situato quel palazzo vivevano anche altri miei parenti, tutti provenienti dallo stesso paese della provincia e non credo sinceramente che nel giornale dell’oratorio del paese dei miei parenti qualcuno avesse scritto un articolo per dire che a Roma sorgeva un nuovo quartiere e che si poteva andare a vivere lì. Immagino infatti che le persone normali vanno a vivere in certi posti per motivi normali: le case costano poco, oppure lì ci vivono persone che conosco (ecco, i parenti).

Credo che lo stesso discorso possa valere per i tantissimi immigrati di diverse nazionalità che da anni hanno “colonizzato” la zona di piazzale Loreto verso il fuori città, prima che questa zona diventasse NoLo.

Io, che mi sforzo in maniera titanica di comportarmi come un uomo normale, quando ho preso casa in questa zona l’ho fatto per motivi semplici: l’appartamento mi piaceva, conoscevo i proprietari e il prezzo rientrava nelle mie disponibilità. Ovviamente conoscevo anche i lati negativi di questa zona, legati appunto alla massiccia immigrazione, ma essendo nato in periferia non ne ho mai risentito molto: certo, mi hanno rubato la bicicletta neanche dopo una settimana, ma di certo non mi impressionano i vecchi trans sudamericani che battono in pieno giorno o gli spacciatori che stazionano a volte sotto al mio portone. Poi insomma il mio palazzo è di tutto rispetto, certo mi hanno rubato la bici come detto, certo qualcuno lascia oggetti ingombranti nel cortile senza chiamare l’Amsa, ma poi la zona ad alto impatto popolare permette ad uno scapolo come me di usufruire di un sacco di servizi capaci di salvarti la vita nel caso non raro di avere il frigo vuoto.

Ovviamente, poi, venendo a vivere qui ho riflettuto su molte cose, ma su una ho riflettuto di più: guardandomi intorno ho capito che io, come esponente della defunta classe media di un continente che si sta autodistruggendo, venendo a vivere qui venivo a stare insieme a quelli della mia stessa classe sociale, cioè gli immigrati da altri paesi. Non era un pensiero che mi generava rabbia o disillusione, era solo un’osservazione e la constatazione (tornando al discorso originale) che uno va a vivere solitamente dove la propria classe sociale può stabilirsi.

Ma da qualche settimana tutto è cambiato, perché la Milano hispter (cioè: uomini e donne che fanno mestieri strani, i primi che si impegnano a vestirsi in maniera indecorosa, le seconde istruite emotivamente da Amélie Poulain) ha deciso con un paio di articoli la nascita di NoLo, cioè che questa sarà la nuova zona cool meneghina proprio a causa del suo alto tasso di multicult e sono tutti pronti a portare qui i loro mestieri strani, i loro locali strani e i loro vestiti strani.

Io non ho letto nessuno degli articoli che ha sancito la nascita di NoLo (solo quello di un mio amico, morto di fame come me che ha comprato una casa qui ed ha scritto un articolo per sublimare il dolore di una vita di mutuo da pagare), perché per esperienza più o meno diretta conosco già l’orribile fenomeno della gentrificazione (essendo romano l’ho già visto a San Lorenzo e al Pigneto, l’ho sentito raccontare per Trastevere e Monti) che consiste solitamente in questo: una borghesia annoiata e stanca, che considera la famiglia, la religione e i lavori dei propri padri come delle istituzioni borghesi da rifiutare in toto è affascinata a tal punto dal tasso esotico e dai valori del popolo (cioè la famiglia, la religione e il lavoro per sopravvivere) da voler vivere proprio vicino al popolo, non rendendosi conto che la loro presenza farà sì che il popolo (in questo caso gli immigrati) sarà alla fine allontanato dalla zona dal momento che il prezzo della case e della vita comincerà ad alzarsi.

Quindi NoLo è nata, ma NoLo è anche automaticamente morta (proprio ora che avevamo scoperto che non era qui la Raqqa di Milano, dicono infatti che è in zona Jenner), e allora perché deliro su tutto questo? Mi mancheranno certamente i bengalesi che mi vendono la birra, il mio panettiere egiziano che mi sta un sacco simpatico, il barista sudamericano che fa sempre lo scontrino, la pasticceria mediorientale, il parrucchiere dei brasiliani, gli internet point che mi permettono di non avere internet a casa e al loro posto arriveranno negozi di design, di fotografia, di equo e solidale, di Slow Food, di Slow Fish, di biciclette a scatto fisso, di barbieri rock’n rool, di cinema impegnato, di cose usate, di verdura bio e di ristoranti che cucinano cose artigianali e costose, mi mancherà tutto questo, è vero, ma la cosa che mi preoccupa di più per esseri sinceri è il pensiero che la mia padrona di casa possa leggere della nascita di NoLo e quindi alzarmi l’affitto.

Che io ovviamente non potrò pagare.

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