Vincenzo D'Agostino
Denaro e dintorni
7 Aprile Apr 2016 0902 07 aprile 2016

Volete comprendere il concetto di "rischio" di un investimento? Fate un giro in auto con mio zio

Foto Autisti

Ho uno zio di 85 anni a cui inspiegabilmente ancora non hanno ritirato la patente. Ha i riflessi di un bradipo, la vista di una talpa, eppure tutti i giorni esce a fare la spesa e torna a casa sano e salvo.

Ho anche un giovane cugino, un tipo precisino tipo Furio di Bianco Rosso e Verdone. Mette sempre le frecce, mantiene la distanza di sicurezza, controlla regolarmente l’olio dei freni. Purtroppo l’altro giorno non è riuscito a schivare un piccione mezzo cieco che volando si è schiantato sul parabrezza della sua auto. Risultato: tamponamento del furgone che lo precedeva e due vertebre fratturate (per fortuna, da bravo precisino, ha la polizza infortuni).

Con quale dei miei due parenti vorreste domattina fare un viaggio in auto da Milano a Palermo?

Se vi avessi solo detto che uno si è rotto le ossa guidando e l’altro no, probabilmente scegliereste mio zio.

Ovviamente questa scelta non ha senso alla luce di tutte le altre informazioni che vi ho fornito (in realtà razionalmente dovreste prendere l’aereo in quanto meno rischioso in assoluto, ma questo è un altro discorso).

Eppure in altri contesti ci lasciamo ingannare da una errata concezione di rischio e finiamo per fare la scelta sbagliata.

Ad esempio quando riteniamo (perché ce lo dicono gli “esperti”) che un investimento è più rischioso di un altro in quanto ha una volatilità realizzata più elevata.

Fondi comuni, fondi hedge, gestioni patrimoniali, ecc… sono spesso presentati ai clienti sulla base di un qualche rapporto tra rendimenti e rischi realizzati (“risk-adjusted return”).

Ma “rischio realizzato” è una contraddizione in termini.

Una cosa è il rischio = quello che potenzialmente POTREBBE realizzarsi, ma non è detto che accada.

Altra cosa è la manifestazione del rischio stesso (tecnicamente: la sfiga).

Il fatto che un evento nel passato non si sia manifestato non vuol dire che la sua probabilità di accadimento fosse 0%. In un altro universo parallelo al nostro magari quell'evento si è realizzato, ma noi non siamo in grado di osservarlo.

Tutto questo ha anche delle implicazioni enormi per i trilioni di asset gestiti worldwide con ottimizzatori vari di portafoglio (tipo MSCI Barra e affini).

Questi strumenti dicono che il titolo Volkswagen dopo lo scandalo delle emissioni e il crollo in borsa è diventato improvvisamente più rischioso dei suoi concorrenti.

Pertanto via dal portafoglio, in quanto fa “sforare” i limiti di rischio. Spazio invece a Ferrari, Renault, ecc…

Ma siamo sicuri che domattina non possa accadere la stessa cosa (o qualcosa di peggio che neanche riusciamo a immaginare) anche a Ferrari, Renault, ecc…?

La prossima volta che qualcuno vi parla di rischio realizzato, chiamatemi così gli offro un passaggio in auto con mio zio.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook