Facciamo le pensioni cilene per salvare quelle italiane

19 Aprile Apr 2016 1557 19 aprile 2016 19 Aprile 2016 - 15:57

Boeri ha tuonato, di nuovo. Non ci sono soldi: i trentenni di oggi riceveranno la pensione a 75 anni. Considerando che l'aspettativa di vita media supera di poco gli 80, la domanda sorge spontanea: è giusto ed è ancora sostenibile questo sistema pensionistico?


Questo sistema pensionistico non è nè sostenibile nè giusto

Purtroppo la risposta è negativa, ma con poche vie d’uscita.
In Italia ogni professionista, dipendente, lavoratore di lavoro, verserà (o chi per lui) i contributi all’INPS. Senza possibilità di scelta.

Ma come abbiamo fatto ad arrivare ad avere 2 mila miliardi di debito pensionistico, che è quasi la metà dell’intero debito pubblico finanziario di tutti i paesi UE? La risposta è semplice: il sistema pensionistico Italiano, non ha funzionato. E allora perché mettere toppe qua e là, pagate ogni 5, 10 anni dai lavoratori Italiani? Sarebbe tempo di riformare l’intero sistema pensionistico del paese, prendendo ad esempio spunto da quello Cileno, considerato uno dei sistemi migliori al mondo.


Il sistema pensionistico Cileno è considerato uno dei migliori al mondo.

La riforma delle pensioni in Cile, paese più ricco del Sud America, e uno tra i più alti al mondo per sviluppo umano (HDI), fu messa in atto durante l’inizio degli anni 80 da Josè Piñera, giovane economista di Harvard, specializzato a Chicago, dove già si respirava già aria di libertà economica grazie al presidente Reagan, e al contributo del futuro premio Nobel, Milton Friedman.

Venendo alle caratteristiche, il sistema pensionistico Cileno è detto “a capitalizzazione individuale”. Questo termine indica un processo molto semplice: significa infatti, che lo Stato rinuncia a prendersi carico del sistema pensionistico.
Ogni lavoratore viene dotato di un libretto pensionistico, ora virtuale, in cui è possibile verificare in qualsiasi momento la situazione contributiva: quanto stanno rendendo? Quanto ho versato in totale? Quando mi conviene andare in pensione?

Ebbene sì, in Cile ogni lavoratore può scegliere quando e se andare in pensione. Tutto dipende ovviamente, da quanto ha scelto di versare, e quanto vorrebbe ricevere.


In Cile ogni lavoratore può scegliere quando e se andare in pensione.

Lo Stato non è però scomparso del tutto, ma ha assunto due ruoli. Il primo è quello di garante e controllore degli investimenti privati, in gran parte pacchetti di investimento di azioni e bond a basso rischio, e il secondo, quello di continuare a offrire il servizio di custodia dei contributi, a chi preferisse affidare I propri risparmi e contributi, ad un ente pubblico. Risultato? Il 99% dei cileni ha scelto il privato.



Il 99% dei cileni ha scelto un sistema pensionistico privato.

Il sistema è trasparente e ben regolato: i lavoratori possono spostare i propri contributi tra i diversi fondi, rendendo questi sempre più incentivati a offrire le migliori condizioni possibili di investimento.
Si stima che in media, e al netto dell’inflazione, il conto di ogni lavoratore abbia fruttato oltre il 12%, permettendo ai pensionati di giungere a ricevere quasi l’80% del reddito medio degli ultimi 10 anni di lavoro. Insomma, questa riforma sembra funzionare, dati alla mano.

Il “grido” di disperazione di Boeri è l’ultimo di tanti avvertimenti. E’ ora che il nostro Stato si occupi di una vera riforma delle pensioni, o a scontarne gli errori, saranno, come sempre le future generazioni.

Elisa Serafini