Costanza&Simona
L'appartamento itañolo
27 Aprile Apr 2016 1319 27 aprile 2016

Andrea, gente in gamba, anzi in ruota

Andrea Got Lost

Amiche ma soprattutto amici,

oggi apriamo una parentesi graffa all'interno della rubrica Itañoles dedicata ai compatriotti che vivono in terre iberiche, per conoscere meglio un personaggio 2.0 che seguo da parecchio nei suoi social.

Sarà che sono sensibile al tema expat; sarà che in doccia canticchio voglio-andare-a-casa-ma-la-casa-dov'-è (con relativi sproloqui masiniani); sarà che i miei recenti viaggi in Vietnam e Cambogia (di cui potrete leggere i resoconti esilignoranti qui e qui) mi hanno fatto capire che là fuori da Madrid c'è un mondo tutto da scoprire, e che probabilmente ha molte più affinità con me che non qui - sia anche solo per l'usanza, che approvo e condivido in toto, di uscire di casa in pigiama - sarà che ormai è da ben 7 anni che compio 27 primavere, ma durante le ore in ufficio il tempo libero, dedico sempre più attenzione ai vari paladini del mollotutto&co.

Gente che abbandona le scartoffie sulla scrivania, la sicurezza di uno stipendio a fine mese, una routine sempre identica a sé per racimolare quel che tiene e andare. Dove? Non importa, alla facciazza di maracaibo il mare forza nove.

Per questo vorrei parlarvi di Andrea, classe 1987, sardo di nascita e cittadino del mondo in compagnia dell'inseparabile Bruna, la bici che porta il nome della madre. Correva l'anno 2014 quando, con una formazione del turismo in tasca ed un lavoro stabile a Genova, l'ancora ignaro globetrotter decise "che avrei dovuto cambiare qualcosa. Per mesi pensai cosa cambiare e soprattutto come. Un giorno mi svegliai e decisi di rinchiudermi in una stanza con una scrivania, dei fogli bianchi e una penna. Passai diverse ore rinchiuso in quella stanza. Tutti quei fogli bianchi erano solo un ammasso di carta da riempire, da compilare. Era una grande sfida, per niente semplice". Dopo un periodo a Berlino, Andrea acquista un biglietto di sola andata per Sydney, dove acquista la sua bici con cui inizia a percorrere l'Australia. Dopo un anno, è ancora in sella, girovagando per l'Asia.

1. Iniziamo con una domanda alla Marzullo: chi sei, da dove vieni ma soprattutto 'ndo caz vai?
Andrea, 29 anni, nato e cresciuto in un paesello nel centro della Sardegna, anche se durante gli anni dell'Università capii che tutte quelle belle cose presenti al di là di quelle immense acque mi affascinavano troppo... quindi presi un traghetto one way e iniziai a inseguirle. Avevo un piano ben preciso per la mia formazione, ma una volta portata a conclusione, ahimé, dovetti iniziare a lavorare sul serio. Poi capii poco dopo che in realtà non era quello che volevo. Quindi presi un aereo, sempre one way, e iniziai ad esplorare l'altra parta del mondo.

Sul dove sto andando, non lo voglio sapere.

2. Ci racconti una tua giornata tipo?

Mi sveglio quando voglio, appena sento che il bungalow inizia a riscaldarsi ed io a sudare. Vado a fare colazione a base di uova fritte, pancetta e caffé cambogiano. A volte mi basta un pancake con banana e nutella. Poi mi dirigo verso la reception e aspetto i clienti che arrivano dalla prima barca, intorno alle dieci. Li accolgo a petto nudo, con una sigaretta in bocca al sapore di tabacco cambogiano ammuffito. Mi siedo sul mio sgabello dietro la reception e osservo il sole che passa da una parte all'altra dell'isola, per l'intera giornata. A volte mi verso un cocktail, a volte mi fumo un'altra sigaretta oppure vado a correre al tramonto, o leggo, o faccio finto yoga sul ponticciolo di legno che ho dipinto due giorni prima. Ci sono volte che mi alzo, mi tolgo la maglietta e corro verso la spiaggia, poi mi tuffo, facendo attenzione alle stelle marine appuntite. Altre volte passo le giornate con Wansi, gli insegno a nuotare, facciamo i salti in acqua, giochiamo ad acchiapparello, gli metto due cerotti nei piedi per curare le sue ferite pressoché invisibili e poi lo porto in braccio a letto appena lui mi dice "Andrea sleep" e mi da un bacio sul braccio. E i miei istinti paterni sono più che soddisfatti.
Ci son delle volte invece che mi sdraio in un'amaca o mi siedo sull'altalena che abbiamo appeso su un albero, e osservo l'orizzonte per ore. Mentre davanti a me ci son i pesci che saltano nell'acqua, le barche che passano lente e un'altra isola, dove nessuna va perchè si crede sia maledetta. Ogni tanto vado al villaggio a quindici minuti da qui, compro qualche manicaretto, faccio lo slalom tra i bambini nudi che giocano con il fango e vado a bermi un cocktail e ammirare il tramonto da un'altra prospettiva. Un giorno son rimasto al villaggio tutta la notte e ho festeggiato il capodanno cambogiano con i locali. Son rientrato alle quattro abbracciato a un vecchio ubriacone, ridendo come vecchi amici nonostante nessuno dei due capisse quello che diceva l'altro.

A volte taglio i capelli ai clienti, costruisco delle passerelle in pietra, aggiusto delle capanne, raccolgo le foglie, faccio i massaggi dietro offerta, sto al bar a fare cocktail, al ristorante a servire e a volte pulisco i cessi. Tutto in una giornata.


Da quando sono arrivato, due settimane fa, non ho più usato un paio di scarpe e i miei piedi son duri come quelli di un cinghiale. In valigia ho solo un paio di magliette e qualche pantaloncino. Che lavo a mano una volta alla settimana. Poi le sere, tutti intorno alla reception, giochiamo a jenga, scoliamo un paio di birre sbellicandoci dalle risate. Mentre fuori ci son le mucche che vengono inseguite dai cani. Le notti andiamo a fare il bagno nudi sotto un cielo stellatissimo e l'acqua è illuminata da plancton fluorescenti. Ti immagini? Prima di andare a letto passo le ore sull'amaca ad ascoltare il rumore degli animali e ad ammirare le stelle, al buio. Al buio perchè qui non esiste l'elettricità. Abbiamo un generatore che funziona solo per sei ore al giorno.Poi il giorno dopo mi sveglio quando voglio, appena sento che il bungalow...

3. Hai in programma un rientro in Italia?
No, non nelle prossima decade perlomeno.

[Specifichiamo che questa volta, oltre raccontare la sua esperienza attraverso il blog, Andrea promuove col suo viaggio una raccolta fondi in collaborazione con il Children Cancer Insitute di Melbourne, un istituto che si occupa di ricerca contro i tumori infantili.mPer fare una donazione e trovare tutte le informazioni utili, basterà cliccare qui]

4. Dove ti vedi tra 10 anni? E tra 10 giorni?
Mi vedo in un posto fichissimo, con un lavoro fichissimo, circondato da gente fichissima. Con un computer in mano con cui calcolo - attraverso uno di quei siti che mi stanno tanto antipatici - la percentuale dei paesi visitati. E se ottengo un numero inferiore al 90, spengo il computer, saluto la gente fichissima e mi dirigo verso l'aeroporto. Tra dieci giorni, invece, sarò su un'amaca, a sorseggiare un cocktail nella reception del resort dove sto lavorando per il momento. Questo posto si chiama Koh Rong Sanloem, una piccola isola al largo delle coste cambogiane.

5. Da dove ci stai scrivendo in questo istante?
In questo momento sono a Sihanoukville, in Cambogia, sto per prendere un bus per Bangkok. Vado a comprare l'attrezzatura per immersioni, ma soprattutto per richiedere un nuovo visto per la Cambogia (credo che sia l'unico lato positivo di quella brutta bestia chiamata burocrazia). Nell'attesa mi sto facendo fare un massaggio khmer alle gambe e ai piedi. Camminare scalzo perun mese in giro per l'isola mi ha affaticato le gambe!

6. Cosa consiglieresti a una giovane 30equalcosenne stufa di scartoffie e vita da ufficio come te qualche anno fa a Genova che sente chiaro e forte il richiamo del 'sapete che vi dico signori? E' stato un piacere ma mo' levo le tende? '(ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale)

Sognare è bello, semplice e gratuito. Prendere le scartoffie, mandare a quel paese tutto e tutti, comprare un biglietto aereo solo andata, non lo è. Quindi il primo consiglio che darei è: abbiate coraggio. Si tratta di averlo per qualche minuto, il tanto giusto per collegarsi a skyscanner e prenotare il biglietto più economico. Non dico sia semplice, so benissimo che molte persone siano legate a lavoro, affitti, mutui, consorti, prole, e amici. Ma i sogni sono i sogni...quindi fate di tutto per inseguirli, costi quel che costi. Poi tutto il resto vien da sé: vedrete quanto tutto sarà più leggero e semplice.

7. Sai che ti odio profondissimamente?
Io sono come il wasabi, la gente o mi odia o mi ama profondamente. E a volte mi si odia ma ama allo stesso tempo.

Il Viaggio di Andrea nel frattempo prosegue e, per chiunque volesse seguirne gli sviluppi questo è il suo blog e questo il suo Profilo Facebook.

Di ritorno dal lavoro, ogni giorno passo di fronte allo spazio autogestito La Tabacalera, sulla cui entrata - tempestata di graffiti e scarabocchi - riconosco a prima vista solo una scritta: Hazlo y punto (fallo e basta). E la sento seguirmi, come gli occhi di un antico ritratto che paiono osservarti mentre cammini. Sto imperativo me lo sono pure scritto sull'agenda in copertina.

Ma ora se volete permettermi, vado un attimo in bagno a piagne.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook