Rosario Pipolo
L'ambulante
29 Aprile Apr 2016 1900 29 aprile 2016

Internet Day: Noi “fancazzisti” che con il Commodore 64 sognammo una finestra spalancata sul mondo

Internet 30 Anni

Il 30 aprile 1986 partì dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico di Pisa la prima connessione ad Internet in Italia. Mentre i social network raccolgono con l’hashtag #InternetDay trent’anni della storia italiana in Rete, a me torna in mente un ritaglio di diario appiccicato alla memoria emotiva della mia generazione.

Noi smanettoni, che marinavano il doposcuola per passare ore sul nostro home computer, il Commodore 64 appunto (spiegatelo voi ai nativi digitali, cullati dai social media, che il nonno degli attuali PC faceva di tutto con 64k di RAM), venivamo additati come fancazzisti assuefatti dal riflusso domestico dei videogame. Non andarono esattamente così le cose.
Chi non si ammalò cronicamente della febbre da joystick, sprecò ore e ore su un cursore lampeggiante tra formule di linguaggio Basic. Nel 1983 il film War Games ci aveva convinti che, con quel giocattolo casalingo, potevamo concederci un lusso: sognare una finestra sul mondo e non certo per fare gli hacker come il protagonista dell’omonimo film di John Badham.

Avevamo creato la nostra “Rete” di commodoriani – scusate il goffo neologismo – tra un condominio e l’altro, tra un pianerottolo e l’altro, tra una città e un’altra, pur di continuare a scambiarci informazioni utili e sperare che le nostre sperimentazioni adolescenziali ci liberassero dal cliché di chi ci vedeva come sbarbatelli visionari, per giunta “fancazzisti”.

Buon compleanno Internet in Italia, senza la presunzione di essere annoverati tra i luminari italiani depositari del primo collegamento in “Rete”, che ha cambiato il mondo e al tempo stesso ha connesso le nostre vite.
Restiamo, tuttavia, la generazione che, mescolando una punta di sentimentalismo e le velleità di un aggeggio tecnologico, vestito da home computer, creò a modo suo socialità e socievolezza, connessioni, scambio di idee, nuove amicizie e nuovi incontri.

Allora sognammo che i nostri Commodore 64 potessero essere connessi l’uno all’altro. A modo nostro non li avevamo messi già nella condizione di dialogare? Scusate se è troppo. Oggi ci siamo anche noi "fancazzisti" accanto a quei nomi autorevoli, perchè avevamo tracciato la linea immaginaria di una corsia pedonale verso il futuro.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook