Emanuele Rigitano
Ego politico
29 Aprile Apr 2016 1709 29 aprile 2016

Roma, il candidato di Berlusconi è...Mario Adinolfi (cosa??)

Alfiomarchinisito
Screenshot del sito di Alfio Marchini

Coupe de theatre: Berlusconi sgancia l'appoggio per Marchini. Già su internet sono partiti gli sfottò sulla campagna elettorale dell'imprenditore romano basata sul tormentone "liberi dai partiti". Ora che c'è Forza Italia non è più così, dicono. Però Marchini è già appoggiato da Nuovo Centrodestra, che è un partito. Dicono che con marchini si elimina la destra e rimane il centro. Al massimo si spunta un po' di lepenismo (Meloni+Salvini) e si rifà un centrodestra in cui la destra rimane con Ncd e Azione Nazionale di Storace-Alemanno.

Credo profondamente nel centrosinistra. In regione ho votato Zingaretti.

Alfio Marchini nel 2013 a Un giorno da pecora

Subito Meloni dice che lei non è candidata estrema ma a difesa dei cittadini. Subito Salvini dice che è il risultato del patto del nazareno. Fratelli d'Italia ha sempre detto no a Marchini perché lo considerava troppo di centrosinistra (e forse non hanno tutti i torti).

La mossa di Berlusconi da alcuni era attesa ma poco si è capito fino a che punto si sta spingendo sul filo del rasoio, che non è propriamente politico ma di potere. Una perfida gara di poker degna di quel Mario Adinolfi, ingombrante pokerista e candidato anche lui a sindaco di Roma (più fiches e rosari per tutti!). Berlusconi sta progressivamente smantellando il suo impero economico, che non starebbe in piedi senza tenere il potere politico (la sua "discesa in campo" nel 1994 servì principalmente a quello, facendo a meno della mediazioni con esponenti politici come furono la Dc e Craxi).

Io penso che per fare il sindaco di Roma bisogna avere delle qualità che io non ho. Io non ci penso per niente.

Roberto Giachetti qualche mese fa a Un giorno da pecora

Il patto del nazareno deve essere in qualche modo rivitalizzato, Verdini non basta. Renzi ha piazato a Roma uno dei suoi pezzi più pregiati, quel Giachetti che affermò di non essere candidato a Roma e che anzi non era in grado di farlo o che non c'era un programma del Pd per Roma (e, non avendo pubblicato da nessuna parte il programma, a diferenza di Marchini e di Stefano Fassina, forse ancora non ne ha uno ben definito) e che controvoglio deve cercare di vincere contro Virginia Raggi e il Movimento Cinque Stelle col vento in poppa. Malavoglia che aveva anche Guido Bertolaso, che sembra quasi finito per sbaglio a fare il candidato sindaco. D'altronde anche lui disse di no, poi evidentemente doveva un favore a qualcuno e si è buttato nell'agone con affermazioni che davano l'idea che non si prendesse sul serio. Probabilmente sapeva già che non sarebbe arrivato fino in fondo.

Liberi dai partiti

Dal manifesto elettorale di Alfio Marchini

Creando confusione e tenendo diviso il centrodestra ha permesso a Giachetti di farsi avanti come unica alternativa al ballottaggio. Ora però con Marchini cambia tutto? Insomma...ora Marchini è più competitivo ma non ha ancora la forza di finire al ballottaggio. Mentre Berlusconi da una parte si puà vendicare dei due lepenisti che si sono messi in proprio, dall'altra potrà alzare la posta con Renzi per permettergli di vincere a Roma. A cominciare dal far lavorare l'ex Cavaliere in tranquillità nelle vendite aziendali. A conferma di questa tesi le parole di Stefano Folli di Repubblica e del vice direttore de L'Espresso Marco Damilano al programma tv Gazebo (al minuto 9).

Renzi, senza la vittoria di Giachetti, entrerebbe in un vortice pericoloso che lo potrebbero portare a una fine prematura del suo governo, qualora fosse sconfitto al referendum costituzionale (lo ha detto lui che se non passa si ritira dalla politica...anche se stiamo ancora aspettando che Veltroni vada in Africa come promise nel 2006).

Altrimenti Marchini potrebbe essere il catalizzatore di una rinascita del centrodestra, pronto per le elezioni del 2018 (o 2017?) in alternativa al Pd e ai Cinque Stelle. Questi ultimi, qualora vincessero Roma, avranno un duro lavoro da fare perché il dopo Casaleggio e la corsa al potere sarà pieno di insidie, a partire dai "panni sporchi" da lavare in casa.

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