Luca Barni
Banchiere di provincia
30 Aprile Apr 2016 1431 30 aprile 2016

La riforma delle BCC fra identità e caffelatte

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Per noi cooperatori è stato il tema nell’ultimo anno: la riforma delle BCC ha tenuto banco sui media e ora, dopo essere diventata legge e aver schivato i rischi di snaturamento e omologazione al resto del sistema bancario contenuti nella prima versione del decreto legge, entra nella fase esecutiva, ossia dovrà tradursi in realtà. Facevo queste riflessioni mentre nell’ultimo fine settimana ero impegnato nelle pulizie di primavera in soffitta e mi è capitato fra le mani un libricino del ’92, “Il Dubbio”, che in copertina aveva un Luciano de Crescenzo con tanto di pullover Missoni d’ordinanza.

...quando Dio cacciò Adamo e Eva dal Paradiso , tra le altre cose, li ammonì con queste parole: “tutte e due sarete perseguitati nei secoli dei secoli dal Secondo Principio della Termodinamica

Nel libro si profetizzava, in un dialogo con il professor Riganti, la necessità di guardarsi dal rischio principale del futuro, l’omologazione. Riganti diceva che quando Dio cacciò Adamo e Eva dal Paradiso, tra le altre cose, li ammonì con queste parole: “tutte e due sarete perseguitati nei secoli dei secoli dal Secondo Principio della Termodinamica”. Aggiungendo che: “ogni qualvolta la materia si trasforma in energia, una parte di questa energia non è più utilizzabile e va ad aumentare il disordine dell’ambiente: la misura del disordine si chiama entropia”. Dal principio il professor Riganti passava poi all’esempio chiarificatore, e l’esempio era il caffelatte.

La pubblicità sarà il veleno preparato dall’omologazione e la televisione il bicchiere dentro il quale ce lo faranno bere.

“Guardate questa tazza di latte: se io adesso ci verso dentro un po’ di caffè ne viene fuori un caffelatte perché la natura tende sempre all’omologazione. Le molecole di caffè e latte, nella tazza, non resteranno separate le une dalle altre, come due eserciti contrapposti, ma si mischieranno tra loro e in pochi attimi formeranno un miscuglio di colore intermedio e non potranno mai più tornare com’erano in origine. Morale: il disordine è aumentato in modo irreversibile”. Alle risate di scherno degli astanti il professore continuava: “scherzate pure, ma ve ne accorgerete! Il Secondo Principio non perdona e guai a sottovalutarlo. Lui, il maledetto, vi frega in tutti i campi, giacché l’OMOLOGAZIONE è sempre in agguato. Noi oggi stiamo parlando italiano, domani, su queste stesse poltrone, i nostri nipoti parleranno in inglese. Anzi tutto il mondo parlerà in inglese, perché così esige il secondo principio. Non esisteranno più i dialetti, le lingue nazionali, i costumi ... avremmo tutti lo stesso colore della pelle ( più o meno caffelatte). La pubblicità sarà il veleno preparato dall’omologazione e la televisione il bicchiere dentro il quale ce lo faranno bere.

La lezione di De Crescenzo e del professor Riganti mi torna utile oggi, con l’impegno che attende il mondo cooperativo, ossia la creazione del gruppo unico. E la lezione è: è vero che dobbiamo cambiare, ma facciamo in modo di non entrare nel caffelatte del mondo finanziario

La lezione di De Crescenzo e del professor Riganti mi torna utile oggi, con l’impegno che attende il mondo cooperativo, ossia la creazione del gruppo unico. E la lezione è: è vero che dobbiamo cambiare, ma facciamo in modo di non entrare nel caffelatte del mondo finanziario. Non abbiamo mai fatto come la banche grandi, non cominciamo a scimmiottarle adesso svendendo la nostra identità. Il nostro sapore non si sentirebbe più e noi siamo come il buon caffè napoletano!

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