Carlo Daveri
PMI & Made in Italy
4 Maggio Mag 2016 1148 04 maggio 2016

Cibus, la Fiera delle opportunità per l’agroalimentare italiano

Cibus 2016

Fra pochi giorni prenderà il via a Parma la più grande fiera del food Made In Italy: Cibus.

Il Salone Internazionale dell’Alimentazione rappresenterà un’altra vetrina di grande prestigio per le piccole-medie imprese italiane che, ancora una volta, potranno rendersi estremamente riconoscibili agli occhi di buyer, visitatori e operatori internazionali di settore.

L’anno da qualche mese terminato è stato di grande successo per il comparto del food.

Difatti, nel 2015, le imprese italiane di questo strategico settore hanno raggiunto quota 37 miliardi di euro di esportazioni.

Sulla scia del successo di Expo, si prevedono anche per il Cibus numeri senza precedenti: 3mila espositori su un’area complessiva di 130mila metri quadrati, con 70mila visitatori attesi di cui 15mila stranieri, provenienti non solo dall’Europa, ma anche dalle restanti parti del mondo.

Ci saranno anche 25 convegni e workshop, oltre a centinaia di show cooking e degustazioni varie per rimarcare, ancora una volta, che il cibo è sinonimo di convivialità e socializzazione, all’insegna dei prodotti di eccellenza del Made in Italy.

Oltre agli eventi B2B e a quelli che fungeranno da approfondimenti del settore, Cibus proporrà un interessante programma di contorno e presentazioni per dibattere anche del ruolo di importanza crescente, quale quello dell’educazione alimentare, partendo dalle scuole e dai più giovani.

Per tornare, invece, alle aziende, sono diverse le PMI italiane che hanno adottato pratiche di espansione verso i mercati esteri, comprendendo l’importanza di farsi vedere su nuovi mercati.

I prodotti “premium” sono quelli vincenti poiché il cibo è un valore assoluto di riconoscibilità del “Made-In” a tinte nostrane ed è associato all’eccellenza quando proviene dalla nostra penisola.

Cibus, dunque, diventerà il luogo d’incontro di tutta la filiera agroalimentare e della distribuzione e Parma, per quattro giorni, si trasformerà nella capitale culinaria del food.

E’ solo perseguendo logiche di sistema, assecondando pratiche manageriali “export oriented”, che le nostre imprese (specie le più piccole) potranno fare il salto in avanti, diventando protagoniste assolute sui mercati internazionali, aumentando non solo il fatturato, ma incrementando un fattore tanto strategico, quanto imprescindibile, che è quello del miglioramento della reputazione e dell’affidabilità.

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