Paola Bisconti
Anam
10 Maggio Mag 2016 1203 10 maggio 2016

Amedeo Bianchi e il fantastico mondo del Sax

Amedeo Bianchi

Grande successo ha avuto l’incontro con il maestro musicista Amedeo Bianchi che si è svolto ieri mattina, 9 maggio 2016, a Lecce in una location d’eccezione come il Teatro Paisiello. Un pubblico di giovani ascoltatori, appassionati di musica, ha assistito alla lezione concerto intitolata “Il fantastico mondo del Saxofono” organizzata da Andrea Gaudino (AMS Spettacoli) durante il quale i ragazzi hanno potuto conoscere l’incredibile storia di uno strumento amatissimo quale è il saxofono.

Amedeo Bianchi ha coinvolto gli studenti illustrando loro la storia del sax, il legame tra esso e il cinema e come l’accostamento musicale possa modificare completamente il messaggio di un video. Straordinario è stato il medley di canzoni italiane di grandi cantautori con i quali Amedeo Bianchi ha collaborato come Fabrizio De Andrè e collabora tutt’oggi come Antonello Venditti. Sono più di 500 le collaborazioni discografiche realizzate dal maestro Bianchi che ieri ha catturato l’attenzione del pubblico attraverso il suono suadente dello strumento.

A lui ho avuto il piacere e l’onore di porgergli alcune domande.

L’idea di realizzare una lezione concerto è senza dubbio un’opportunità per gli studenti di avvicinarsi allo strumento. Quali sono gli aspetti da cogliere con più immediatezza?

Sono convinto del fatto che la musica non si spiega ma si ascolta e ognuno può tradurre ascoltando quello che è il messaggio intrinseco alla melodia. Certamente poter offrire nozioni importanti sullo strumento contribuisce a cogliere molti dettagli. Ricordiamo che il sax è stato lo strumento più venduto fino agli anni ’60 e ha avuto un successo incredibile a livello internazionale. Possiamo dire che il sax ha tracciato un confine tra l’acustica e la parte elettronica moderna perché è stato l’ultimo strumento meccanico inventato. Essendo quindi uno strumento molto giovane perché nato nella metà dell’800 ha un repertorio sostanzialmente super moderno. Senza dubbio è stato reso famoso grazie al jazz perché sebbene sia nato in Francia, è stato poi in America che il sax ha preso il sopravvento, ma la sua caratteristica è quella di essere riuscito ad inserirsi in tutti i generi musicali.

Potremmo quindi dire che la peculiarità di questo strumento è il fatto di sapersi adattare a qualsiasi genere?

Esattamente. Il sax è uno strumento molto libero dal punto di vista stilistico e questo gli consente di essere impiegato in vari generi musicali.

Può essere anche questo aspetto ad attirare i ragazzi che si avvicinano a questo strumento?

Molto probabilmente. Certo è che ogni strumento ha delle caratteristiche che lo rendono unico in ogni caso ciò che più apprezzo ogni volta che svolgo questo tipo di incontri come quello di oggi è il fatto di poter ribadire come la musica sia la più grande forma di insegnamento civile che possa esistere. Attraverso la musica possiamo imparare ad ascoltare gli altri e noi stessi.

Il suo percorso di studi e professionale è ricco di esperienze importanti. Qual è l’insegnamento più significativo ed emozionante che si porta dentro?

Sono davvero molte le esperienze vissute, tutte straordinariamente uniche. Nono vorrei stilare una classifica ma certamente fra le tante mi torna alla mente la mia prima esibizione fatta quando avevo solo 17 anni. Ero a Pescara e mi esibì durante un concerto di musica classica. In quella circostanza presi consapevolezza della valenza che aveva il mio impegno nel mondo della musica e compresi come quella fosse la mia strada da percorrere e che avrebbe potuto darmi poi anche uno sbocco professionale. Certo non posso negare di essere stato in qualche modo fortunato. Il fatto stesso di essere nato a Milano e di aver maturato le mie conoscenze in questa città, patria degli studi di registrazione, mi ha permesso di poter avviare tanti progetti. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto e registrare i miei dischi negli Stati Uniti dove il lavoro dell’artista a livello sociale ha una grande priorità sociale.

Quale accoglienza le ha riservato Lecce?

Lecce è una perla, ci sono già stato e ogni volta rimango accecato da questo bianco dei palazzi, da questa luce meravigliosa. Lecce è una città unica. Poi essere in questo teatro completa la meraviglia del viaggio.

Durante il suo medley ha suonato musiche di De Andrè. Quale ricordo ha di lui?

De Andrè era sempre molto attento a spiegare il tipo di peso che bisognava dare a un certo suono. Era un grande musicista oltre che una grande persona. Ho di lui un bellissimo ricordo.

Ci salutiamo con il cuore e l’animo colmo della potenza evocativa della musica.

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