Carlo Daveri
PMI & Made in Italy
12 Maggio Mag 2016 1050 12 maggio 2016

L’importanza di un fisco più leggero per le PMI

Fisco Agevolazioni Giovani

Si è fatto un gran parlare, nei giorni scorsi, delle misure lungimiranti pianificate dal Governo a sostegno delle piccole-medie imprese italiane, a livello fiscale.

Entriamo subito nel dettaglio, visualizzando i risultati del 2015.

C’è stato un fisco più leggero per le PMI, che nel 2015 hanno visto scendere il peso delle tasse, invertendo la tendenza tracciata negli ultimi anni di crisi. Sono questi i dati empirici emersi dall’analisi dell'Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola-media impresa.

Il 2015 ha segnato una discontinuità effettiva nelle politiche fiscali, avvantaggiando le PMI e le imprese artigiane, che hanno visto diminuire sostanzialmente il peso complessivo del Total Tax Rate al 60,9%, ossia il 3,6% in meno rispetto al picco toccato nel 2012 del 64,5%.

Il livello della pressione fiscale, comunque, resta sempre troppo alto (19,4 punti in più della media europea) e fortemente penalizzante per l'attività imprenditoriale. Ciò, è bene sottolinearlo, a scanso di equivoci. Come è giusto analizzare meglio la defiscalizzazione nell’ottica delle PMI a sostegno, anche, del Made in Italy.

Il Ministro dell’Economia Padoan, nelle misure del decreto denominato “finanza per la crescita”, ha sottolineato l’esenzione fiscale sui rendimenti degli investimenti in prodotti finanziari riservati alle piccole e medie imprese e confida che il provvedimento possa essere messo a punto e varato in tempi brevi e certi.

Difatti, convogliare il risparmio privato verso le piccole imprese, fuori dai circuiti bancari, accartocciati nei meandri dei vincoli patrimoniali e reddituali, rappresenta una concreta opportunità per consentire al Paese e alle PMI di ottenere una crescita sostenibile nel tempo.

Il nuovo decreto ha quindi come obiettivo quello di canalizzare il risparmio delle famiglie italiane verso la struttura produttiva del nostro Paese. Secondo le stime di tecnici del settore, con l’aliquota zero sui rendimenti degli investimenti delle PMI, si potrebbero agevolare le imprese, facendo confluire circa 10 miliardi di euro l’anno, con risultati positivi sul PIL.

La sintesi progettuale è la seguente: dare una esenzione fiscale ai privati che investono in strumenti di risparmio a lungo termine, specializzati nel finanziare l’economia reale.

Il che, sarebbe cosa buona e giusta per dare un respiro economico-finanziario di prospettiva nel corso del tempo. Gli obiettivi sono quelli di dedicare investimenti finalizzati a sostenere la crescita dimensionale delle imprese, aiutare la ricapitalizzazione delle società più strutturate e fornire adeguato supporto ai progetti di internazionalizzazione di queste stesse aziende, in termini di investimenti diretti all’estero, più che di commercializzazione dei prodotti. E’ un decreto, quindi, cruciale per comprendere pienamente l’importanza di un’accelerazione sul piano delle riforme a vantaggio di imprese e, anche, cittadini.

Infatti, per concludere, in questo stesso decreto legge c’è anche lo spazio per un pacchetto di semplificazioni del fisco per i cittadini. Tra gli interventi possibili, vi è la moratoria estiva sugli avvisi e le comunicazioni dell’agenzia delle Entrate. In pratica, se il contribuente riceve un atto dell’amministrazione finanziaria a inizio agosto scatterà una proroga automatica di trenta giorni per rispondere. Serve attendere e verificare l’esecutività di quanto annunciato da Padoan e immesso in questo decreto strategico.

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