Daniele Grassucci
Dopo Skuola
13 Maggio Mag 2016 1621 13 maggio 2016

Tranquilla nonna Europa, sei vecchia ma non sei morta

Ukraine Lugansk

"Una nonna stanca e sterile". Ammettiamolo: è questa l'immagine che ci viene subito in mente se qualcuno parla di Europa. La definizione è quella di papa Francesco, e non me ne abbiano le nonne che pure sono una parte importante della vita di tutti: sono pienamente d'accordo. Bergoglio si riferisce a un'idea precisa di Europa, sia chiaro, quella unita come ce l'avevano in mente i suoi padri fondatori. E il contesto della frase non è per niente casuale: il conferimento del premio Carlomagno alla presenza dei quattro “europei “ Juncker, Tusk, Schulz, e Draghi, e di Merkel, Renzi, e Felipe VI di Spagna.

Perchè oggi i sentimenti antieuropei sono quelli che vanno per la maggiore, lo sappiamo tutti. La conferma è arrivata puntuale in settimana sotto forma di risultato di un sondaggio condotto in vari paesi nel mese di febbraio da Pragma per l'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, curato da Demos per la Fondazione Unipolis. Per farla breve, gli esiti dicono che tutti vogliono che i confini nazionali siano sorvegliati di più, mentre chi difende le frontiere aperte si trova in una posizione minoritaria. L'Italia non fa eccezione: la metà degli intervistati vuole sospendere Schengen e reintrodurre i controlli alle frontiere.

Un'altra indagine Demos, condotta in aprile su un campione esclusivamente italiano, conferma di nuovo questi sentimenti evidenziando pure che l'esigenza di chiusura è più alta fra gli anziani e gli adulti. I millennial, al contrario, sono più fiduciosi.

Siamo il paese più vecchio d'Europa: la nostra aspettativa di vita ci vede fra le popolazioni più longeve del mondo e il tasso di natalità praticamente a zero. Su questo secondo dato aveva spiegato recentemente l'Istat che da noi addirittura gli stranieri fanno meno figli. Un'altra spiegazione riguarda il numero di ragazzi che scappano altrove per cercare o per accettare lavoro. Per dirla in numeri, nel 2015 la popolazione italiana è scesa di circa 100mila unità. Bisogna tornare al biennio di guerra 1917-1918 per trovare numeri del genere.

Diciamolo: paura e chiusura sono proprio una delle conseguenze dell'invecchiamento della nostra società. E non sono io a dirlo, ma i dati Demos e Pragma a parlare di nuovo. Alla domanda se gli immigrati siano un pericolo per ordine pubblico e sicurezza, si dice d'accordo il 27% del campione fra i 18 e i 24 anni contro la media di 41 totali (tra i 25 e 34 anni la percentuale è del 29). Favorevole all'accoglienza è invece il 68% dei ragazzi rispetto alla media del 52%. Non vuole la sospensione di Schengen 1 ragazzo su 3 (adulti e anziani oscillano dal 12 al 9%), e la fiducia nella UE è nei giovani al 44% contro il 33. Insomma, l'Europa sarà pure una vecchia nonna, ma a questa vecchina i ragazzi ci sono affezionati, ci credono e ci sperano ancora.

È perchè sono solo dei poveri illusi che verranno smentiti dalla vita, dagli anni e dall'esperienza? Non credo. La verità è che, come raccontiamo spesso su Skuola.net, questi ragazzi hanno vissuto un'Europa diversa da quella conosciuta dalle generazioni precedenti. Hanno viaggiato grazie alle compagnie low-cost, studiato o lavorato all'estero con i progetti Erasmus o Leonardo, hanno stretto amicizia con coetanei di altri paesi e mantenuto i rapporti con loro grazie all'uso dei social network. Si sono fidanzati e in molti casi addirittura sposati.

Oggi anche loro guardano con orrore all'ipotesi Brexit, ovvero all'uscita della Gran Bretagna dalla UE, ma per ragioni diverse dagli economisti e dal premier Cameron, per il quale il concretizzarsi di questa ipotesi metterebbe a rischio la pace in Europa. Nessun ragazzo sotto i 30 anni muoverebbe guerra a un vicino di confine perché per lui equivarrebbe a tradire un'amicizia. E questo era il messaggio dei fondatori dell'Europa unita e pacifica, Altiero Spinelli, Robert Schuman e Jean Monnet.

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