Silvia Parmeggiani
TrebarraA
15 Maggio Mag 2016 1539 15 maggio 2016

Dieci cose belle da non perdere al Festival di Fotografia Europea a Reggio Emilia

Fotografia Europea Via Roma © Silvia Parmeggiani
Uno degli ingressi alle mostre cittadine. Reggio Emilia, una città che vive con Fotografia Europea

Mostre ufficiali, circuiti off con esposizioni cittadine, mostre dentro ai negozi e sì, anche nelle case e sopra i tetti, in una terrazza. Per questa edizione di Fotografia Europea, dedicata alla via Emilia, non manca proprio nulla e i confini si allargano uscendo dalla città di Reggio Emilia e arrivando fino a Bologna, Parma e Rubiera. Ecco cosa non dovete perdere se volete godervi il festival.

Walker Evans Crossroads General Store and Post Office, Sprott, Alabama, 1936 Data stampa 1980 Collezione privata © Walker Evans Archive, The Metropolitan Museum of Art, New York

1. WALKER EVANS A PALAZZO MAGNANI. La mostra indaga un aspetto meno noto della produzione di Walker Evans, ponendo l'accento sulle immagini pubblicate nelle riviste americane di grande diffusione a partire dal 1929. Nel corso di quasi quattro decenni Evans ha utilizzato le pagine della rivista popolare per diffondere un suo “contro-commento” alla società americana e ai suoi valori, una sorta di “resistenza culturale”. I “foto-racconti” di Evans, sicuramente innovativi, ma dotati di un linguaggio visivo classico, sono stati trascurati dalla storia e dalla critica fotografica fino a poco tempo fa. La mostra presenta numerose riviste originali, stampe d'epoca oltre a diversi documenti e materiali (oltre 100 fotografie e 80 riviste e magazine) che illustrano questo aspetto inedito del lavoro di Evans.

Pasquale Bove, Feste Italia, Rimini e provincia, anni '80-2000, 20 x 31 cm © Pasquale Bove

2. AI CHIOSTRI DI SAN DOMENICO. II progetto Italy & Italy nasce dall’incontro tra Pasquale Bove, fotografo di cronaca, e Luca Santese, curatore e cofondatore di Cesura. Santese ha selezionato 500 scatti di Bove, rovistando in un archivio di oltre 200.000 scatti, tracciando un profilo degli anni Novanta. Questa qui sopra è una delle foto che vi accoglieranno all'ingresso, in un allestimento che andrà guardato con calma. Molte foto, infatti, sono custodite in un grande raccoglitore di metallo da aprire, sfogliando i fascicoli. Una vera indagine sugli anni che precedono i Duemila.

Michal Najjar, liquid gravity , 2013 Courtesy Studio la Città and the artist, © Michael Najjar

3. MICHAL NAJJAR A PALAZZO DA MOSTO. Questa serie di fotografie racconta l’esperienza personale di Najjar del volo nello spazio. Come uno degli astronauti pionieri della Virgin Galactic di Richard Branson, Najjar si imbarcherà sulla SpaceShipTwoin uno dei suoi voli, programmati a breve, dove sarà il primo artista nello spazio. Le foto esposte raccontano la preparazione dell'artista al Gagarin Cosmonaut Training Center (GCTC) nella città di Zvezdny Gorodok, in Russia, tra voli in jet nella stratosfera, voli in assenza di gravità, simulazioni, camminate spaziali simulate. A Palazzo da Mosto poi ci sono tantissime altre mostre da non perdere come il reportage sulla discriminazione razziale di Paolo Pellegrin, il progetto di collaborazione di Katja Stuke e Oliver Sieber (You and Me) e la collettiva degli 8 artisti di Helsinki Maanantai.

Luigi Ghirri, Sassuolo, 1985 © Luigi Ghirri Courtesy Biblioteca Panizzi

4. I FOTOGRAFI SULLA VIA EMILIA AI CHIOSTRI DI SAN PIETRO. San Pietro è il cuore di Fotografia Europea, spazio di ritrovo, punto di partenza e arrivo a tutte le mostre. E' da qui che si snoda il vero tema dedicato alla 'Via Emilia' con scatti d'epoca di Ghirri e Basilico (solo per citarne alcuni) che hanno esplorato in lungo e in largo la pianura reggiana. Lo sguardo poi si amplia ai nuovi fotografi, le nuove generazioni, artisti italiani e stranieri, che sono state chiamati a progettare lavori dedicati alla via Emilia. Ecco che allora le insegne di Reggio Emilia e provincia prendono vita, così come le auto parcheggiate davanti i negozi, gli scorci, i piccoli particolari emiliani che cercano di dire come è oggi la via Emilia (rispetto alle fotografie d'epoca).

Gabriele Basilico, Dancing in Emilia, 1978 @ Gabriele Basilico

5. GABRIELE BASILICO ALLO SPAZIO GERRA. E' stato il primo a documentare la 'vita da ballo' emiliana, nelle prime discoteche e balere e con Dancing in Emilia Basilico racconta la prima fase di un fenomeno sociale e culturale che testimoniano l’intergenarazionalità della propensione al ballo degli emiliani.

le mostre in via Roma

6. LE MOSTRE IN VIA ROMA. Fate attenzione se, svoltando in via Roma, a due passi dalla via Emilia, vedete queste seggiole rosa perché ad ogni seduta corrisponde una mostra. Sono racchiuse nei palazzi, nei negozi, in una stanza di un albergo, in un giardino segreto di una residenza d'epoca o in un cortile di palazzo. Ma sono anche mostre a cielo aperto, con manifesti fotografici tutti da scovare. Di via Roma è bello lasciarsi guidare passo passo tra le mostre, entrare in casa d'altri senza paura, lasciarsi alle spalle i pregiudizi e abbandonarsi totalmente alla voglia di scoprire cose nuove. Come in una caccia al tesoro.

la sede di via Due Gobbi

7. LE MOSTRE IN VIA DUE GOBBI. Il civico n.3 di via Due Gobbi è sede di artisti che per Fotografia Europea aprono le porte dei loro atelier al pubblico reggiano (e non solo). Scale, sotterranei, ballatoi e cucine diventano angoli e spazi dedicate alle mostre; ogni anno sempre più particolari e curate. Uno dei luoghi che si è fatto amare dal pubblico di Fotografia Europea che non perde occasione di visitare il palazzo del centro cittadino, entrando negli spazi privati degli artisti.

Gabriele Basilico British American Tobacco Bologna 2008 Collezione MAST © Gabriele Basilico Studio Gabriele Basilico Milano

8. LA MOSTRA AL MAST DI BOLOGNA. L'abbiamo già detto. Fotografia Europea quest anno ha aperto le sue porte oltre i confini reggiani, seguendo la via Emilia e arrivando fino a Bologna, al Mast. Qui coppie di immagini contrapposte racconteranno come le vecchie industrie scompaiano, sostituite da nuovi sistemi produttivi ad altissimo contenuto tecnologico e come al paesaggio tradizionale di un territorio dal sapore antico si sostituiscano le nuove aree del terziario avanzato. Gli scatti sono di fotografi notissimi tra cui Olivo Barbieri, Tim Davis, William Guerrieri, Guido Guidi, Paola de Pietri, Franco Vaccari, Walter Niedermayr.

Documentazione ANAS ante 1949, la Via Emilia, Atelier Vasari Roma. Courtesy CSAC Università di Parma/Sezione Fotografia”

9. ARCHIVI APERTI A PARMA. Si intitola 'Esplorazioni dell’archivio. Le fotografie della Via Emilia' perché quella allo Csac di Parma è una mostra frutto di un’indagine negli archivi della sezione fotografia. In mostra ci saranno scatti di Bruno Stefani, di grandi atelier come quello bolognese dei Villani o del romano Studio Vasari, a confronto con l’opera degli autori protagonisti di quella nuova fotografia, dell’ultimo quarto del Novecento. Con tutto questo si intrecciano le foto di cronaca, le fotografie dello sport, rituali sociali, riprese della quotidianità per proporre una riflessione sugli sguardi di quel paesaggio come fece Ghirri con 'Esplorazioni della Via Emilia, 1986'.

Fotografie di Guido Guidi sulla Statale 9 19 Guido Guidi, Bertinoro 1984

10. GUIDO GUIDI SULLA VIA EMILIA. ​Oltre 60 fotografie, dai primi anni Settanta al 2007, realizzate da Guido Guidi sulla via Emilia e per le strade adiacenti, senza dimenticare la serie sul Teatro Bonci di Cesena realizzata nel 1984 con Luigi Ghirri, gli inediti di Esplorazioni sulla via Emilia e la serie SS9. Sono questi gli scatti scelti per l'esposizione all’Ospitale di Rubiera che raccontano una via Emilia d'epoca, tutta da scoprire.

FOTOGRAFIA EUROPEA 2016 – XI edizione
LA VIA EMILIA. Strade, viaggi, confini
Reggio Emilia 6 maggio – 10 luglio 2016

www.fotografiaeuropea.it

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