Paola Bisconti
Anam
18 Maggio Mag 2016 1440 18 maggio 2016

La strada dell'ignoranza

La Strada Dell'ignoranza

“La strada dell’ignoranza” di Wendell Berry edito da Lindau e tradotto da Vincenzo Perna è uno straordinario saggio fondamentale per riflettere su alcune questioni riguardo il rapporto con la terra, il valore dell’economia, la potenza della parola e molto altro.

Il romanziere, poeta, critico culturale, agricoltore, attivista ecologista e pacifista sa fondere la poetica con i valori della vita. La devozione verso la terra è per Berry la chiave di volta per offrire un cambiamento a questa nostra società. È in essa che sono custodite le ragioni esistenziali più profonde utili per maturare la passione che ci può spingere a difendere la terra dall’arroganza del potere economico.

In nome del progresso sono state compiute azioni che hanno oltraggiato l’ambiente modificando la mentalità di chi lo abita, ma ci ricorda Wendell che nessuno deve mai dimenticare di appartenere alla terra, che fra noi ed essa esiste un legame certo e inconfutabile. Se finora si è assistito ad un insuccesso nella gestione della terra è perché l’indifferenza ha regnato sovrana tale da consentire un simile scempio.

Che fine hanno fatto le comunità rurali? Si sono estinte e la loro morte sta producendo dei costi altissimi che sembrano non interessare a nessun economista. Sembra che l’obiettivo non sia la prosperità della terra, ma il suo sfruttamento. Questa disaffezione nei confronti della ricchezza naturale e del sapere può svanire solo se non perdiamo di vista la speranza. “La speranza è uno dei nostri doveri” scrive Wendell Berry e per maturare il seme della speranza occorre impadronirsi di un linguaggio diverso, più ricco e reale.

“Saremo in grado di capire il mondo, e di conservare al suo interno noi stessi e i nostri valori, soltanto fino a che possiederemo un linguaggio pronto e reattivo nei suoi confronti, e anche attento ad esso”.

Dobbiamo recuperare ciò che stiamo perdendo. Non possiamo accettare la distruzione delle nostre comunità, dei paesaggi e dei luoghi che abitiamo perché ciò significherebbe perdere la nostra identità.

Le idee esposte con abilità letteraria in questo saggio sanno rivelarsi in grado di risvegliare il lettore da un torpore atavico infondendo nell’animo, il desiderio del cambiamento partendo dalla parola per giungere alla terra completando così un ciclo vitale dove l’una è collegata all’altra indissolubilmente.