Antonio Fiore
Bar Lezzi – dal 1924
19 Maggio Mag 2016 0059 18 maggio 2016

Etica e cultura: cura di un paese malato

1427367983 Scimmie1 600X335 E1432837647765 1200X545 C

Giungo, volutamente, in ritardo sullo sketch televisivo, in seconda serata, tra Carlo Sibilia e Simona Bonafè ospiti, nostro malgrado, della trasmissione di approfondimento ed informazione Porta a Porta. Fuori piove ed, ancora una volta, si è costretti ad assistere al rimpiattino tra due esponenenti dei due maggiori partiti del Paese.

Un continuo rilancio sulle bagarre comunali, intra-partitiche, parlmanetari, tra un passato dimenticato o da dimenticare e, come ormai duopo in Italia, si tende a colmare la misura su questioni, certamente iportanti per la loro valenza politica, ma che lasciano fuori il reale, l'oggettivo, il quotidiano delle nostre vite. Lo scandalismo politico, che segue quel filone di tensione populista e popolare, alimentano il distacco demagogico degli italiani da una oligarchia che, nonostante i costanti proclame, si allontana sempre più.

La mancata concertazione tra i partiti e la mancata partecipazione dell'opinione pubblica - realmente informata - agli affari politici significa e comporta solamente una ennesima caduta nell'autoreferenzialità dei parititi e approfondirsi del distacco tra governanti e governati. Vi è - torniamo inistentemente sulla questione - il bisogno di retoriche nobili che contrastino abusi e possano reggere il colpo delle crisi. Forse, credo, è errato anche parlare di un governo di unità e solidarietà nazionale giacché, da italiani, non amiamo coalizioni politiche nelle quali forze politiche, differenti per orientamento e finalità, si mettano insieme. Vi è l'idea, a ben vedere, l'idea che si possa nuovamente giungere a compromessi ed accordi sottobanco.

Come fare?

Anche se da ogni parte lo si paventi, vi è la mancanza di un'etica pubblica condivisa che possa stabilire regole condivise. Superare le quotidiane, estanuanti e continue baraonde e baruffe formatesi nel tempo ed esaperate dai media. L'etica pubblica oltrepassa l'orizzonte meramente politico e collettivo per farsi carico dell'invidualità. Ha a che fare con comportamenti di giustezza e civiltà in grado di gettare le basi, prima, ergere le colonne portanti, poi, per un bene comune.

Le scuole e le famiglie - indipendentemente dalla loro struttura interna - devono tornare a formare adulti migliori, questi sarebbero stati congenitamente dei professionisti. Come suggerisce Nuccio Ordine, le grandi rivoluzioni, quelle che hanno creato svolte per l’umanità, sono ad opera di uomini liberi. Maxwell e Hertz studiavano le onde elettromagnetiche non per una finalità d’uso utilitaristica, tuttavia grazie a loro Marconi inventerà la radio. E perfino un economista come Keynes spingeva ad “anteporre il buono all’utile”. Non m’interessa avere un ragazzino che sa fare bene due conti se poi sarà un adulto viscido con ego ipertrofico.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook