Carlo Daveri
PMI & Made in Italy
24 Maggio Mag 2016 1457 24 maggio 2016

Digitale, tendenza irreversibile anche in Italia

Digitale Pezzo Linkiesta

C’è un dato particolarmente interessante da analizzare per le PMI ed il Made in Italy e riguarda la diffusione e il ruolo sempre più importante delle vendite digitali, che, in base ai dati dell’Osservatorio E-Commerce B2C Netcomm del Politecnico di Milano, raggiungeranno nel 2016 i 19,3 miliardi di euro, con un incremento del 17%, rispetto al 2015, pari a oltre 2,7 miliardi di euro.

Le previsioni per il 2016 rivelano, inoltre, una crescita dei settori che hanno trainato l’e-commerce fino ad oggi, ossia: il turismo (+11%), l’informatica e l’elettronica (+22%), l’abbigliamento (+25%) e l’editoria (+16%).

In crescita esponenziale anche i settori che risultano simbolo del Made in Italy e che stanno registrando il tasso di crescita più alto negli ultimi anni, in termini di vendite online e opportunità per intercettare nuovi mercati, ossia: il Food & Grocery che registra un incremento annuale del 29% e l’Arredamento & Home Living in crescita del 39%. In Italia, dunque, le aziende stanno tendendo, finalmente, a digitalizzarsi, consce delle opportunità di essere presenti con i loro prodotti su mercati altamente redditizi. Ci sono tutte le condizioni necessarie affinché i 19 miliardi diventino 40 miliardi di euro nel giro di pochi anni, in termini di fatturato globale derivante dall’online.

Negli ultimi 5 anni siamo quindi passati da 9 milioni di acquirenti online a oltre 18 milioni: un raddoppio della domanda che deve far riflettere le imprese.

Nel primo trimestre del 2016, la percentuale di acquisti derivanti da dispositivi mobili è stato pari al 21% di cui la metà dal website e l’altra metà via app.

Risulta, dunque, in crescita, anche la cosiddetta “app-economy” e il dato non è certamente da trascurare in ottica lungimirante.

Altro dato interessante di analisi è quello a livello di pagamenti: l’e-commerce sembra, difatti, contribuire alla diffusione dei sistemi digitali di pagamento.

E ancora, un altro elemento su cui porre l’attenzione riguarda l’andamento della notorietà spontanea dei merchant degli acquisti online: tematiche come la fidelizzazione e il brand engagement diventano sempre più essenziali in termini di affidabilità e reputazione complessiva.

Infine, un auspicio: che le 40.000 PMI italiane che vendono attualmente online possano diventare almeno 200.000 come in Francia per rispondere alle opportunità strategiche e diventare sempre di più player globali, avendo come sbocco, non solo il mercato nazionale, ma anche, e soprattutto, quello internazionale.

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