Paola Bisconti
Anam
26 Maggio Mag 2016 1431 26 maggio 2016

Un pittore di nome Leonor

Un Pittore Di Nome Leonor

“Un pittore di nome Leonor. Da Trieste a Parigi: la scatenata gioventù di Leonor Fini” di Corrado Premuda e Andrea Guerzoni che ne ha curato le illustrazioni, è un romanzo pubblicato da Editoriale Scienza dove si racconta l’infanzia e la giovinezza dell’artista italiana di grande talento nata a Buenos Aires e cresciuta a Trieste nei primi anni del Novecento. Il libro ambientato nel periodo successivo all’assassinio dell’Arciduca Francesco Giuseppe, si sofferma sulla vita di una donna che fin da piccola si è ribellata alle istituzioni, al conformismo e al dilagare di pregiudizi secondo i quali madri e mogli avrebbero dovuto occuparsi esclusivamente del focolare domestico. Avendo ereditato la stessa emancipazione della madre Malvina, di origine ungherese e dalmata, che si separa dal marito Erminio che la preferisce sottomessa al suo volere, Leonor coltiva con caparbia il suo spirito rivoluzionario.

Bizzarra, curiosa, egocentrica e sognatrice Leonor cresce a Trieste insieme alla madre che la traveste da maschietto per non essere riconosciuta dal padre che vorrebbe rapirla per portarla con sé in Argentina. Divertita da questi travestimenti, la fanciulla cresce dimostrando senza inibizione alcuna il suo carattere indomabile. La vivacità intellettuale della piccola sbalordisce tutti perfino i maestri che non accolgono di buon grado i suoi racconti insoliti e stravaganti come quello in cui Leonor racconta di essere figlia di Sua Maestà il Gatto dal quale ha ereditato gli occhi felini o la fissazione con i defunti, eterni personaggi di ogni sua storia. L’estrosità si presenta anche nelle opere decisamente singolari come il disegno nel quale Leonor utilizza delle ostie rubate dalla sagrestia di una chiesa scandalizzando il pensiero moralista degli adulti che trovavano intolleranti queste audaci provocazioni artistiche.

Insofferente verso le lezioni di bon ton, Leonor cresce opponendosi alla volontà dello zio che l’avrebbe voluta avvocato preferendo un mondo dove la libertà artistica ha il sopravvento. Stimolata dai libri che riempiono la sua abitazione e affascinata dal pianoforte antico che spesso suona con suo cugino Oscar, Leonor crescendo inizia a frequentare alcuni ambienti intellettuali dell’epoca conoscendo esponenti di spicco nel panorama culturale.

Con uno stile narrativo incisivo e coinvolgente ci si addentra nella lettura di un testo che consente di conoscere e apprezzare una femminista ante litteram, la cui storia è in grado di affascinare e sorprendere. Interessante è anche l’ambientazione infatti a far da sfondo alle vicende di Leonor c’è una Trieste incantevole caratterizzata dalla singolare bellezza dei paesaggi marini e dal fascino senza tempo delle facciate dei palazzi nobiliari.

La celebrità inizia ad emergere e Leonor comincia a raccogliere consensi da parte di critici ed esperti tanto che le viene commissionato il ritratto di famiglia di un esponente politico di spicco che una volta giunto alla stazione di Milano per accogliere l’artista rimane sorpreso nel constare come la persona di fronte a lui fosse una donna e non un uomo come aveva sempre creduto. Lo stesso titolo del libro trae in inganno, un innocente tranello che racchiude l’estrosità di un’esistenza caratterizzata da un innato anticonformismo contro gli stereotipi della società.

L’ascesa al successo di Leonor prosegue nel tempo e culmina a Parigi, olimpo degli artisti, dove ha modo di affermare la sua notorietà. Oggi a distanza di tempo, un volume ben strutturato e sapientemente calibrato tra testo e immagini dal tratto elegante, ripropone una figura straordinaria la cui arte che combacia con il suo modo di intendere la vita, risulta essere attuale più che mai.

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