Alessandro Paris
Margini
5 Giugno Giu 2016 2125 05 giugno 2016

Libertà di espressione o libertà di insulto?

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La libertà di espressione, e di satira, è una cosa sacrosanta, ma non quanto diviene libertà d’insulto, ad personam, verso un vivo o un morto, perchè si trasforma fatalmente in uno spettacolo penoso, oltre a impedire un serio confronto tra le idee.

Ma non bisogna meravigliarsi: le cose stanno così. Il popolo dei social, è lo spaccato del popolo popolo reale. Chi non ha mai saputo articolare la propria opinione attraverso un discorso pubblico, anche perché raramente aveva la possibilità di farlo, quando si trova improvvisamente catapultato attraverso un dispositivo potentissimo come quello dei social, alla libertà di parola, non avendo gli strumenti per esercitarla, sceglie la via breve dello sfogo di pancia, dell’aggressione verbale, dell’oltraggio personale. In questo avendo, spesso, come degni insegnanti, quei personaggi pubblici che, per ragioni di status, godono della visibilità ben maggiore. E così forse, nella circolarità tra élite ed elettori, tra classi dirigenti e subalterne, si palesa lo spettacolo di un discorso pubblico e politico di bassissimo livello.

Non so come funzioni altrove, ma qui da noi non è un bel leggere.

*Magari un libro come quello messo in foto, potrebbe aiutare ad approfondire la questione.

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