Paola Bisconti
Anam
7 Giugno Giu 2016 1532 07 giugno 2016

E. A. Poe. - MINIMA. Sette racconti neri (e uno bizzarro)

Poe

È stato il maestro del racconto del terrore. Ha inventato nuovi generi come il giallo psicologico, il poliziesco, l’horror, la fantascienza. Edgar Allan Poe, scrittore, poeta, giornalista, critico letterario, editore e saggista, è una delle figure più note e singolari della storia della letteratura. E attualmente grazie ad ABEditore abbiamo una nuova pubblicazione. Si tratta di un libriccino che fa parte della collana Piccoli Mondi che raccoglie 7 racconti e uno bizzarro accompagnati da paurose ed elegantissime illustrazioni.

La lettura del testo consente di esplorare incubi e ossessioni ricorrenti della produzione di Poe: dalla deformità fisica ai sepolcri urlanti, i demoni hanno ispirato i suoi racconti. Elementi fondamentali per incutere il terrore e lasciarsi affascinare dal mistero.

“Minima. 7 racconti neri (e uno bizzarro)” del celebre scrittore americano contiene: “Il Barile di Amontillado”, “Il Cuore Rivelatore”, “Il Ritratto Ovale”, “Berenice”, “Silenzio (una favola)”, “Hop-Frog”, “Il Gatto Nero” e l’ottavo, quello bizzarro intitolato “Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma” che racconta le gesta di Monsieur Maillard alla Maison de Santé, un istituto per la cura della follia sito in un vecchio castello dove il cosiddetto «metodo della dolcezza», consistente nell'assecondare il più possibile le manie dei malati, è stato sostituito con un altro particolarmente inconsueto.

L’attualità di questi racconti sta nel fatto che sentimenti come la paura, il tormento e le allucinazioni nascono all’interno della mente di uomini e donne di ogni epoca. La follia è certamente uno dei motivi chiave dei suoi lavori, ma è proprio grazie ad essa che lo scrittore riesce ad addentrarsi nei pensieri più profondi e intimi dell’essere umano. Una psiche turbata caratterizza i protagonisti, quasi tutti con forti ossessioni tali da rendere i racconti inverosimili eppure la sua grandezza sta nell’intrecciare l’assurdo con la realtà.

Come scrive Jules Verne nel primo capitolo del saggio “Edgar Allan Poe 1864 “ i personaggi da lui creati divengono folli “per aver abusato del proprio cervello” perché “Spingono al limite estremo lo spirito di riflessione e di deduzione”. Una tensione avvertita dal lettore in grado di cogliere lo stile mozzafiato di Poe e lasciarsi trasportare da un ritmo impeccabile.

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