Paola Bisconti
Anam
7 Giugno Giu 2016 0829 07 giugno 2016

L'Arca dei giovani parte dal Mediterraneo. Intervista alle presidi delle scuole che hanno aderito al progetto basato sull'integrazione e la riduzione dell'abbandono scolastico

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Consapevole del valore sociale della scuola, crocevia di culture, lingue e religioni, abbiamo chiesto alle Dirigenti degli Istituti scolastici che hanno aderito al progetto “L’Arca dei giovani parte del Mediterraneo” in che maniera le attività avviate nei quattro laboratori hanno contribuito a sostenere il loro operato in termini di inclusione, integrazione e multiculturalità.

La professoressa Tiziana Paola Rucco, dirigente del Liceo Artistico e Coreutico Ciardo Pellegrino, e la professoressa Addolorata Mazzotta, dirigente dell’Ist. Tecnico Deledda, hanno confermato come il progetto si sia inserito molto bene nel percorso portato avanti nelle scuole, entrambe già molto aperte all’accoglienza. “I ragazzi” - affermano le dirigenti - “hanno avuto la possibilità di esprimersi instaurando relazioni con gli altri quindi confrontandosi stando bene anche con sé stessi”.

Il progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha puntato l’attenzione anche sull’abbandono scolastico, una vera e propria piaga sociale. Il fatto che i docenti dell’Arca dei giovani abbiano impiegato durante i laboratori strumenti didattici non tradizionali ha incentivato la motivazione allo studio. Le docenti sanno bene quanto sia fondamentale trovare vie diverse affinché si possa catturare l‘attenzione degli studenti in particolare, nei confronti di chi vive situazioni familiari disagiate e complesse o soffre una nuova forma di solitudine perchè a volte essere connessi con il mondo intero grazie alla tecnologia non garantisce una forma di socializzazione vera e concreta. Motivarli è l’obiettivo principale per avviare un sano percorso di crescita, per consentire loro di scoprire il gusto del conoscere, è fondamentale parlare la stessa lingua, solo così il ragazzo può trovare un punto di riferimento in una persona adulta che diventa una guida. Quanto è accaduto finora con il progetto curato dalla cooperativa Nuova Siloe, Commedia e Manigold in collaborazione con i partner Noi Salento, Orientaventi, Parrocchia Chiesa Greca e dal Comune di Lecce potremmo definirlo un valido potenziamento.

Per concludere la nostra conversazione abbiamo chiesto alle dirigenti di parlarci dei progetti avviati dagli Istituti scolatici ed entrambe senza soffermarsi sulla miriade di iniziative in corso e previste per il nuovo anno, hanno appurato come i ragazzi debbano prima di tutto sentirsi cittadini del loro territorio per questo è fondamentale che loro conoscano la realtà che li circonda. “Non è concepibile una scuola chiusa nei saperi confinanti in un libro. Ci sono problemi emergenti con il quale fare dei conti” – dichiara la dirigente Rucco – “E’ opportuno oggi più che mai avere una propria capacità di pensiero e gli strumenti culturali per affrontare il mondo che richiede competenze e capacità”.

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