Paola Bisconti
Anam
8 Giugno Giu 2016 1458 08 giugno 2016

Bansky a New York

Bansky A New York

Nella miriade di artisti che si sono adoperati a realizzare opere al fine di abbellire una via, i muri di una strada o di un edificio, la galleria di una metropolitana, le fermate dell’autobus e quei luoghi caratterizzati da un grigio urbano dominante, emerge fra tutti il nome di Bansky. Per gli amanti delle street art si tratta di una vera e propria icona che con i suoi lavori, frutto di follia e sagacia, ha saputo raccontare le contraddizioni dell’epoca nella quale viviamo. Un periodo dove predomina la bramosia del potere, la rincorsa al denaro e la smania di successo.

A lui Ippocampo Edizioni ha dedicato un libro intitolato “Bansky a New York” a cura di Ray Mock, esperto di street art, che raccoglie i graffiti di Bansky presenti nella Grande Mela. Partendo da Chinatown attraversando Chelsea, Greenpoint, Central Park e molto altri luoghi di New York per terminare a Maspeth si compie un viaggio sensazionale attraverso le fotografie delle opere di Bansky che si rivelano in grado di stupire, sorprendere, scandalizzare, meravigliare, riflettere e incantare.

Sin dalla prefazione firmata da Steven P. Harrington e Jaime Rojo, fondatori di Brooklyn Street Art.com e curatori di una rubrica dedicata alla street art globale su The Huffington Post, ci si addentra nel fantastico mondo della stret art, su come si sia diffusa a New York e in tutto il mondo e soprattutto sullo stile unico e singolare di Bansky.

“Di natura squisitamente illegale, la street art e i graffiti sono a un tempo organici e proteiformi, grezzi e raffinati, originali e sorpassati, deludenti e sublimi” leggiamo nelle prime pagine del volume dove comprendiamo come il fenomeno abbia saputo gettare le basi per far nascere un movimento artistico su scala planetaria e che (dettagli importantissimi) deriva dal basso, risulta essere privo di censure ed è aperto a tutti.

Ambite dai collezionisti, le opere d’arte di Bansky racchiudono una miriade di stili suscitando nel pubblico un sorprendente entusiasmo. Sarà per via di quel fascino ribelle che si porta dietro ogni sua opera, saranno i soggetti da lui scelti, i messaggi insiti che emergono dai graffiti, frutto di una straordinaria perspicacia, sta di fatto che ad ogni nuova opera di Bansky la frenesia dei suoi seguaci sale alle stelle. Un euforia a dir poco contagiosa.

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