Paola Bisconti
Anam
20 Giugno Giu 2016 1138 20 giugno 2016

Piccolo destino. L'autobiografia di Mino Milani

Piccolo Destino

Quando uno scrittore è particolarmente prolifico, si ha quasi l’impressione di conoscerlo attraverso le sue opere. Nei personaggi da lui inventati, nelle storie egregiamente narrate, nelle ambientazioni descritte con sagacia il lettore può scorgere un po’ della personalità dell’autore. Quando poi a seguito di una lunga carriera si pubblica un’autobiografia ecco che emergono dettagli e aspetti che non fanno altro che aumentare la stima verso lo scrittore in questione.

“Piccolo destino” di Mino Milani edito da Mursia è il romanzo di una vita spesa a tessere altre storie dove realtà e finzione si sono fuse in un’alchimia perfetta. Ripercorrendo la grande Storia quella del periodo della Seconda Guerra Mondiale, il dopoguerra, gli importanti cambiamenti politici per poi catapultarci nel mondo dell’editoria negli anni Sessanta e Settanta quando Milani scriveva per il “Corriere dei Piccoli”, ci si addentra in un’esistenza vissuta intensamente.

Mino Milani dopo aver accompagnato diverse generazioni di lettori con i suoi straordinari romanzi nei quali sono state raccontate le eccezionali avventure del cow boy Tommy River, Efrem o Martin Cooper ha contribuito a suscitare l’amore per la lettura grazie ad uno stile unico e inconfondibile. Eppure ci sorprende quando dichiara “Come nella lettura, insomma, anche nella scrittura non ho mai avuto metodo. Sbagliato forse?” . Non possiamo rispondere con delle certezze, ma senza dubbio confermare che i suoi lavori hanno consentito al lettore di ritrovare noi stessi in un’altra dimensione che sentiamo nostra.

Da grande appassionato di storia, Milani ha vergato anche saggi e biografie tra cui quella su Giuseppe Garibaldi che ha avuto un notevole successo tanto da essere tradotto anche in Cina. Indimenticabile è il romanzo “Fantasma d'amore” da cui Dino Risi ha tratto l'omonimo film con Marcello Mastroianni. La scrittura di Mino Milani ha accompagnato anche le illustrazioni dei maggiori disegnatori italiani come Grazia Nidasio, Hugo Pratt, Dino Battaglia e molti altri. Importante è stato anche in qualità di sceneggiatore per il cinema e come giornalista (memorabile è la rubrica “La realtà romanzesca” che firmava ogni settimana sulla “Domenica del Corriere”).

L’autobiografia esorta il lettore a lasciarsi travolgere dal piacere della scoperta come quella che ha colto Milani sin da ragazzino quando sprofondava nelle letture di grandi libri come il «Martin Eden» di London e «Cuore di Tenebra» di Conrad. Mino Milani ci invita a non smettere mai di capire il senso delle cose, di farci sorprendere dalla forza irruente della vita, di non smarrire mai la via della salvezza che è quella della carta e di lasciarsi cogliere dallo stupore come quello che si prova durante la lettura di bei libri. Leggere “Piccolo destino” è come condividere il suo viaggio, un percorso “nel quotidiano imprevedibile, nel banale straordinario, nell’avventuroso comune, nell’incerto territorio tra sventura e fortuna, pianto e sorriso, dramma annunciato e lieto fine inatteso”.

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